Web Analytics Tutte le risposte all'eterna lotta per l'aria condizionata in ufficio. - The Mood Post

Per migliorare la tua esperienza utilizziamo i cookie. Continuando a utilizzare questo sito, accetti di utilizzare i cookie su The MoodPost. Cookie Policy.X

29 giugno 2016

Tutte le risposte all’eterna lotta per l’aria condizionata in ufficio.

Perché la donna ha più freddo dell'uomo? Perché troppo freddo fa ingrassare?

donne-aria-condizionata-697116

«Tra l’aria condizionata e il papa, scelgo l’aria condizionata», dice Woody Allen in “Harry a pezzi”. Ma non tutti la pensano allo stesso modo. Nei mesi caldi è essenziale per anziani, bambini e ammalati. Per certe categorie di pazienti ha quasi una funzione salvavita. È preziosa per chi viaggia e per chi lavora.
Ma gli studi sugli effetti benefici e sulla produttività di chi ne gode la frescura inciampano in contraddizioni. Di certo c’è che la usiamo in abbondanza e che accensione e regolazione sono motivo di scontro in luoghi condivisi come uffici, case, condomini e autovetture.

Negli uffici, puntuale con la stagione estiva si presenta la lite sull’aria condizionata. Il punto è che la percezione del freddo non è esperienza univoca. Dipende, banalmente, da cosa s’indossa, ma anche da quanto ci si muove e dalla vicinanza all’uscita di getti di aria fredda, a finestre e computer. Dipende anche dal sesso: «Le donne tendono a sentire più freddo quando si trovano in un luogo con l’aria condizionata rispetto agli uomini – sostiene Alan Hedge, professore di ergonomia alla Cornell University –. Ciò è dovuto a diversi motivi: spesso hanno caviglie e gambe scoperte, mentre gli uomini indossano calze e pantaloni, e i piedi sono particolarmente suscettibili al raffreddamento. Indossano camicette che lasciano il collo scoperto, mentre gli uomini anche per via delle cravatte lo tengono coperto, riducendo la perdita di calore corporeo. Gli uomini tendono a portare capi più pesanti. Le donne, poi, svolgono spesso lavori più sedentari. In media, infine, hanno il 66% della massa muscolare rispetto a un uomo e i muscoli generano calore».

Ma esiste una temperatura corretta su cui regolare l’aria condizionata? «Una recente ricerca che ha preso in esame 74 donne dai 17 ai 40 anni ha riscontrato che a 21 gradi e con un’umidità relativa del 60% – dice ancora il professor Hedge – la donna ha freddo, percezione che aumenta con l’età. Sente di essere in un ambiente con una temperatura adeguata quando ci sono 24 gradi. Tra l’altro lo studio dimostra anche che lavorare in un luogo in cui si ha freddo a lungo provoca, per reazione, una tendenza all’ingrassamento, per compensare lo squilibrio termico».

La questione è aperta perché dell’aria condizionata facciamo largo uso. In Europa spetta a noi il primato di acquisto di condizionatori (33%). Una famiglia italiana su tre, dice l’Istat, ne possiede uno e, fra le bollette domestiche, quella dell’elettricità è la seconda a incidere sul budget familiare. Le stime di acquisto e consumo sono in crescita. Sono 40 milioni i condizionatori in Europa, si prevede saranno 110 milioni nel 2020. Per alimentarli in un anno servono 40 miliardi di chilowattora.

Non c’è pace neanche tra le mura domestiche: tra vicini di casa ci si porta in tribunale per il rumore prodotto dagli impianti, il posizionamento dei motori in aree comuni e anche in nome del decoro architettonico del palazzo.




Commenti

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *