19 giugno 2014
Pulp Fiction: rivederlo al cinema 20 anni dopo
Un film cult che ha catapultato Quentin Tarantino nell'Olimpo dei registi più amati di Hollywood
Era il 1994 quando “Pulp Fiction”, vinceva la palma d’oro al Festival di Cannes e il premio Oscar per la sceneggiatura (ottenne in tutto 7 nominations) consacrando nell’olimpo dei grandi registi il suo autore, un ancora poco conosciuto Quentin Tarantino, regista trentenne al suo secondo film.
Sequenze diventate veri e propri cult, personaggi surreali, scene splatter, dialoghi surreali e un cast stellare hanno fatto sì che questo film diventasse nel giro di poco tempo un vero e proprio cult. Si va da Uma Thurman, sexy moglie del boss, a Samuel L. Jackson, killer che uccide citando Ezechiele, passando per il “criminale che risolve i problemi” interpretato da Harvey Keitel. Personaggi i cui destini si incrociano nella brillante sceneggiatura, firmata a quattro mani da Roger Avary e da Tarantino, in una struttura circolare caratterizzata da diverse prospettive temporali.
Il film, mix esplosivo di violenza e humor nero, costò solo 8 milioni di dollari, ma riuscì a incassarne 108 solo negli Stati e 213 nel resto del mondo. A far discutere quando uscì nelle sale furono scene di eccessiva violenza presenti nella pellicola . Il regista si difese rivendicando il valore estetico della sua scelta sottolineando come la violenza sia un elemento del mondo e come la predilezione per questo tipo di tematiche fosse legate alla sua infanzia trascorsa in un ambiente poco raccomandabile di Los Angeles e alla sua passione per il genere criminale.
A contribuire al successo di “Pulp Fiction” un’efficace colonna sonora in cui compaiono pezzi rock, funk, blues affiancati ad autori diversi come Al Green, Ricky Nelson, Dusty Springfield, Urge Overkill, Chuck Berry. Famosissima la scena, ripetuta dallo stesso Tarantino e dal cast del film durante l’ultimo festival di Cannes che ha celebrato i 20 anni del film, in in cui Uma Thurman, con caschetto nero corvino e frangetta, balla il twist con Travolta sulle note di “You Never Can Tell” di Chuck Berry. Si dice che Tarantino faticò a convincere l’attrice ad interpretare il ruolo della pupa del gangster e che, invece, per la parte di Travolta fosse stato preso in considerazione Daniel Day-Lewis.