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18 aprile 2016

Le protesi migliori per i bambini? Sono fatte con i Lego.

IKO è il primo prototipo sviluppato in Svezia.

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Dario è un bambino di 8 anni che vive in Colombia, e ha una malformazione congenita all’avambraccio destro che gli richiede di indossare una protesi.
Come lui, ci sono migliaia di altri bambini in Colombia e nel mondo che vengono feriti in modo permanente dallo scoppio di mine e da altri danni collaterali provocati dalle guerre.

Uno scienziato dell’Umea Institute di Design in Svezia, Carlos Torres, ha osservato nella sua ricerca che i bisogni di un bambino disabile sono molti e, naturalmente, quelli fisiologici di sostituzione di una parte perduta del loro corpo è una delle priorità; ma il loro sostegno psicologico è altrettanto importante.
Per questo Torres ha sviluppato un nuovo prototipo che permette ai bambini di personalizzare le loro protesi con i Lego. Il prototipo si chiama IKO, che è il modo in cui i bambini svedesi e dei Paesi Bassi dicono “Io”.
Dopo numerosi esperimenti, Torres ha notato che IKO incoraggiava la socializzazione e l’autostima di Dario, che diventava sempre più fiducioso e collaborativo, come se avere un set di Lego attaccato al suo corpo gli avesse dato un senso di appartenenza e di orgoglio, trasformandolo quasi in un supereroe.

Attualmente il prototipo IKO è progettato solo per le disabilità degli arti superiori, e il cammino verso il ripristino delle funzionalità pratiche dovute a un arto mancante, ma soprattutto verso l’aumento della fiducia dei pazienti, è ancora lungo.




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