09 luglio 2014
Paolo Sorrentino: dalla giovinezza a “La grande bellezza”
Un excursus della carriera del regista dagli esordi all'Oscar
Il malinconico cantante Chayenne che percorre le strade degli Stati Uniti alla ricerca di Aloise Lange, l’ufficiale nazista che aveva umiliato suo padre in un campo di concentramento durante la seconda guerra mondiale. L’usuraio Geremia De Geremei che per seguire l’illusione dell’amore si ritrova a perdere tutto il suo patrimonio ritrovando, tuttavia, la forza di rimettersi in gioco. Il calciatore e il cantante che condividono lo stesso nome e lo stesso crudele destino di ascesa e declino. Questi sono alcuni dei personaggi che popolano l’immaginario cinematografico di Paolo Sorrentino, uno dei registi che negli ultimi anni si è guadagnato un posto d’onore nel nostro cinema arrivando ad aggiudicarsi con la sua ultima opera La grande bellezza l’Oscar come miglior film straniero.
Tra i suoi primi lavori la partecipazione come aiuto-regista al cortometraggio Drogheria di Maurizio Fiume e come sceneggiatore, assieme a Silvestro Straniero, al film Napoletani che non verrà realizzato nonostante abbia vinto il premio Solinas. La collaborazione con la casa di produzione Indigo Film, a cui il regista rimarrà legato per tutta la sua carriera risale al 1998 con il cortometraggio L’amore non ha confini.
Ma è il 2001 l’anno che segna la svolta per l’autore napoletano con l’uscita nelle sale del film L’uomo in più, di cui Sorrentino cura sia la regia sia la sceneggiatura. Il film si aggiudica numerosi premi tra cui il nastro d’argento per la sceneggiatura e segna l’inizio del sodalizio artistico con Toni Servillo, uno degli attori italiani più talentuosi. La coppia artistica Sorrentino-Servillo torna a collaborare nel 2004 con Le conseguenze dell’amore, presentato al Festival di Cannes, storia di un corriere della malavita che interrompe il grigiore della sua monotona routine dopo essersi innamorato di una ragazza, arrivando a perdere la vita. Il film riscuote successi facendo conoscere questo regista al grande pubblico.
Il 2006 è, invece, l’anno del film L’amico di famiglia, triste storia dell’usuraio Geremia De Geremei, il 2008 è quello del Divo in cui Sorrentino dipinge un ritratto di Andreotti con cui vince il Premio della giuria a Cannes. Il grande successo internazionale del film lo porta, nel 2011, a realizzare This must be the place nel quale dirige una star internazionale del calibro di Sean Penn.
Nel 2014 arriva la consacrazione definitiva di Sorrentino che il 2 marzo si aggiudica l’Oscar come miglior film straniero per La grande bellezza in cui Servillo descrive le notti da dolce vita del giornalista Gep Gambardella. Attualmente il regista sta lavorando al progetto La giovinezza che dovrebbe uscire nelle sale nella primavera 2015.
By Bruno Chatelin (originally posted to Flickr as Il Divo)






