20 ottobre 2016
La mania per lo Sharenting: siamo sicuri che non possiamo rinunciarvi?
Una pratica ormai comune, che nasconde però numerose insidie.
Genitori che non rispettano la privacy dei figli: è questo uno dei fenomeni associato all’uso dei social network che stanno facendo preoccupare. Il cosiddetto sharenting – l’abitudine di condividere in rete (share) le proprie esperienze da genitori (parenting) anche sotto forma di fotografie e video aventi come protagonisti i propri figli – è pratica comune per più della metà delle madri e circa un terzo dei padri, ma che sono gli stessi genitori ad essere spesso preoccupati delle ripercussioni che questa abitudine può avere sulla privacy dei loro figli.
Più della metà delle mamme e dei papà si preoccupa ad esempio che in futuro i loro figli possano provare imbarazzo per le informazioni condivise dai loro genitori quando erano solo bambini. Fra le informazioni più spesso messe in piazza fino ai 4 anni di vita dei bambini sono incluse quelle riguardanti i problemi del sonno (28%), l’alimentazione (26%), l’educazione (19%), la gestione delle giornate in età prescolare (17%) e i problemi comportamentali (13%).
Lo scopo dei genitori sembra nobile: nel 70% dei casi la condivisione di informazioni ha infatti come obiettivo trovare consigli utili da parte di genitori più esperti. Il 62% dei genitori trova invece nello sharenting un mezzo per ridurre le loro preoccupazioni; in circa 3 casi su 4 utilizzare i social network fa sentire anche meno soli.
Tuttavia i genitori condividono informazioni che il loro figlio, quando sarà cresciuto, probabilmente riterrà imbarazzanti o troppo personali.
Il problema può trasformarsi anche in una questione di sicurezza. Fra gli esempi più estremi ci sono quello del rapimento digitale, fenomeno che ha visto rubare fotografie da internet per spacciarle come immagini dei propri figli, e il cyberbullismo.