19 luglio 2014
Controverso, spiazzante, radicale: in una parola, Lars Von Trier
Il regista di Nymphomaniac non smette di far parlare di sé. Scopriamo la storia del genio danese
“Lo stato di Israele è una rottura di scatole”. È per frasi come questa che Lars von Trier viene espulso dal Festival di Cannes nel 2011. Nella stessa sala stampa aveva affermato: “Cosa posso dire? Capisco Hitler. Ha fatto alcune cose sbagliate, assolutamente, ma posso immaginarmelo seduto nel suo bunker, alla fine mi immedesimo. Sì, un po’”, oltre ad altre affermazioni fortemente provocatorie sul Nazismo. Il famoso regista danese ha poi affermato che si era trattato solo di uno scherzo ai giornalisti, ma c’era chi già parlava di suicidio professionale.
Il regista è uno dei più controversi e particolari del nostro tempo. Come lui stesso afferma, ha molte fobie, tra cui quella di volare, ed è ipocondriaco. Nel 1995 con altri registi firma il Dogma95, un progetto artistico con l’idea di produrre 5 film minimalisti, usando per esempio la telecamera a spalla. Il manifesto trova consensi anche da parte di altri registi, tanto che la produzione ammonta adesso a 107 lungometraggi.
L’ossessione di Lars von Trier per la figura femminile lo accompagna da tutta la carriera. Le donne, infatti, sono spesso protagoniste dei suoi film, vittime e carnefici allo stesso tempo. Nymphomaniac, il film drammatico-erotico del 2013 in due volumi è, ad esempio, un’indagine stratificata sulla natura del piacere femminile. Con un approccio quasi didattico, il regista decide di esplorare l’ignoto e la complessità della donna.
Nato nel 1956 da genitori nudisti, comunisti e atei, Lars cresce in un clima di libertà assoluta. La mancanza di una figura realmente autoritaria gli fa crescere il desiderio di autodisciplinarsi e la propensione alla leadership. Lascia la scuola a soli 15 anni e intraprende la sua carriera cinematografica aggiungendo il von al suo nome originale, seguendo l’esempio di altri registi come Josef von Sternberg o Erich von Stroheim. Sul letto di morte la madre Inger Host gli confida che in realtà Ulf Trier non è suo padre biologico. Cerca quindi di contattare Fritz Michael Hartmann che, ormai novantenne, non gli risponderà mai. Attualmente, è sposato con Bente Froge e ha due figli.






