15 maggio 2016
Street food: peccati di gola in giro per il mondo.
Lo street food sta diventando una moda diffusa in tutto il mondo: "riempirsi la pancia" senza perdere tempo, per strada.
Negli ultimi tempi lo street food, o cibo da strada, sta passando dall’essere un metodo veloce e non tanto sofisticato di “riempirsi la pancia” a una vera e propria moda, un must per viaggiatori che si recano soprattutto nei posti più esotici. Da molti globetrotter provare lo street food è un mezzo per entrare in contatto con la vera essenza del luogo in cui ci si reca, una modalità di “gustare” realmente il sapore e scoprire l’odore naturale della città che si sta visitando, al di là della globalizzata cucina da ristorante.
La riscoperta del cibo da strada si è inserito a pieno titolo quindi nelle migliori guide turistiche e culinarie: è uscita da poco, infatti, la nuova guida Street Food del Gambero Rosso: un viaggio in Italia alla ricerca di sapori semplici e allo stesso tempo antichi, spesso “storie di famiglia” che si tramandano i segreti di generazione in generazione. Storie anche di chef alternativi o coraggiosi e di giovani startupper gastronomici. La guida Gambero Rosso prevede più di 400 segnalazioni, 20 ricette di cibi da strada tradizionali, e diversi premi speciali. Chioschi, piadinerie, botteghe, paninerie e pulmini, friterie belghe, carretti asiatici, cibo non sempre propriamente salutare ma comodo e pratico, semplice e se preparato con cura e buona tecnica diventa buonissimo.
A Copenhagen, ad esempio, capitale mondiale della buona cucina con il plumistellato ristorante Noma dello chef René Redzepi, ha da poco aperto il nuovo mercato del cibo di strada sull’isola di Papirøen. La struttura include vecchi truck, alcuni chioschi, stand, dove acquistare a poche corone il pasto più gustoso possibile. Si può trovare cibo cubano, fish & chips, polli allo spiedo pizze, zuppe, hot dog, patatine fritte, carne alla griglia, tacos ecc. ecc. Ce n’è veramente per tutti i gusti e per tutte le tasche. Ne è passata di acqua sotto i ponti dai piccoli “baracchini” che vendevano hot dog o gelati per le strade di New York, antesignani del culto dello street food.








