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01 marzo 2017

Attenti a questi animali di peluche: hanno violato la privacy di 800mila utenti.

CloudPets è la linea di peluche connessi a internet che permette di scambiarsi messaggi a distanza.

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Più di 2 milioni di messaggi vocali inviati tramite CloudPets, la linea di peluche connessi a internet che permette ad adulti e bambini di scambiarsi messaggi registrati a distanza, sarebbero stati archiviati, senza alcuna password, su un database online ed esposti alle mire degli hacker.

Per poter utilizzare gli orsacchiotti – 800mila i pezzi venduti negli ultimi anni – gli utenti devono iscriversi al servizio con password ed e-mail personali. Questi dati, insieme alle registrazioni, sarebbero stati rilasciati dall’azienda nel database online MongoDb, un sistema di archiviazione non protetto.
Gli hacker quindi possono facilmente mettere le mani sulle informazioni.

Nonostante sia stata contattata da vari media, Spiral Toys, la compagnia californiana che produce CloudPets, non ha mai dato spiegazioni, soprattutto ora che è sull’orlo della bancarotta visto che il valore delle sue azioni è pari a zero.

Gli orsacchiotti parlanti fanno parte di quel filone di giocattoli all’avanguardia che mira a “connettere” i bambini fin da piccoli. E non sono i soli ad aver messo pericolo la privacy: a febbraio, in Germania, l’agenzia federale per le telecomunicazioni tedesca ha messo in guardia i genitori sui pericoli derivanti dall’utilizzo della bambola Cayla. Il motivo? A causa della connessione bluetooth, il microfono poteva essere facilmente violato e collegato ad un qualsiasi smartphone nel raggio di 10 metri. Il rischio, dunque, è che gli hacker possano spiare i bambini, senza che né quest’ultimi né le loro mamme o i loro papà se ne rendano conto.




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