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01 luglio 2014

Andrea Pirlo e l’arte del passaggio

Perfetta fusione tra cervello e piedi, tecnica e fantasia, campione del mondo nel 2006, è uno dei giocatori più forti del globo, sicuramente il più forte nel suo ruolo

pirlo

Tecnica, precisione e intelligenza. I suoi sono i piedi più raffinati del campionato italiano e forse anche dell’Europa intera. Andrea Pirlo è la perfetta sintesi tra testa e piedi, creatività e razionalità, è famoso per i suoi dribbling e i lanci dalla precisione millimetrica.

Andrea alza la testa, vede il compagno e, che si tratti di un passaggio corto o di un cross lungo, la palla finisce inevitabilmente tra i suoi piedi, con una precisione millimetrica, chirurgica. Le giocate di Pirlo sono passate alla storia, i suoi tocchi di classe, ma soprattutto le sue punizioni: riesce a dare al pallone un effetto particolare e lo spedisce in rete, imprendibile per il portiere.

Un talento naturale, Pirlo è il perno della nazionale italiana, il “regista” che fa la differenza nella Juventus e uno dei calciatori che hanno fatto la storia del Milan. Solo nei 10 anni sulle sponde del Naviglio ha vinto quasi tutto: 2 scudetti, 2 Champions League, 2 Supercoppe Uefa, 1 Coppa Italia, 1 Supercoppa italiana, 1 Coppa del mondo per club e, trofeo più importante di tutti, nel 2006 è stato uno degli eroi di Berlino.

Fantasista cresciuto nel Brescia, dove per una stagione ha giocato al fianco di Roberto Baggio, inizialmente era un trequartista, poi l’allenatore Carlo Mazzone ha avuto l’intuizione arretrandolo nel ruolo di regista del centrocampo. Qui Andrea ha trovato la sua posizione naturale e ha potuto esprimere al meglio il suo estro geniale diventando il fuoriclasse che tutti conosciamo.

Silenzioso, taciturno, mai un “colpo di testa” o un comportamento violento, forse è proprio per questo che è amato e rispettato da tutti, dai tifosi delle altre squadre che lo temono e lo ammirano, e dai giocatori avversari che a fine partita fanno la fila per scambiare la maglia con lui e poter avere il suo mitico numero 21.

Dopo la sconfitta con l’Uruguay in Brasile ha annunciato di voler abbandonare la maglia azzurra, ma poi è tornato sui suoi passi. Fortunatamente. L’erede di Andrea Pirlo non l’abbiamo ancora trovato.




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