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01 dicembre 2014

Vulcani e Moai: l’Isola di Pasqua

L'isola delle grandi statue del mistero

Rapa Nui

Quando si parla di Isola di Pasqua, la prima cosa a cui si pensa sono i Moai. Per molti è un’associazione mentale inevitabile, dato che gran parte del fascino dell’isola è dato proprio dai busti monolitici di enormi dimensioni sparsi in tutto il territorio.

Nota anche con il nome di Rapa Nui, l’Isola di Pasqua è chiamata così perché venne scoperta dagli occidentali nel giorno della resurrezione di Gesù nel 1722. La scoperta si deve a Jacob Roggeveen, esploratore olandese, che si avventurò al largo delle coste cilene nell’oceano Pacifico, imbattendosi poi in quest’isola. Sparpagliate nell’intero territorio si contano ben 638 statue Moai, la cui storia è avvolta nel mistero nonostante negli ultimi anni siano stati condotti diverse studi e ricerche a riguardo. Secondo alcune di queste indagini, le statue dovrebbero rappresentare capi delle tribù indigene morti e la loro presenza nell’isola avrebbe consentito ai vivi di stabilire un contatto con il mondo dei morti, almeno stando a quanto riportato dalle credenze popolari. Tali informazioni, però, non aiutano a fare molta chiarezza su quello che rimane un vero e proprio mistero.

Sulla testa di alcune delle statue Moai è collocato un cilindro – chiamato pukao – ricavato da una tipologia di tufo dalla colorazione rossastra, che dovrebbe fungere da copricapo oppure rappresenta la capigliatura che un tempo era diffusa fra i maschi della tribù. L’altezza delle diverse statue varia da 2 metri e mezzo a 10 metri, anche se ne esiste una rimasta incompleta la cui altezza raggiunge addirittura i 21 metri. Il peso delle statue alte dieci metri oscilla fra 75 e 86 tonnellate, a testimonianza della loro imponenza.

Oltre alle gigantesche statue in pietra, un’altra caratteristica dell’Isola di Pasqua sono i vulcani; ne sono presenti ben sei: Terevaka, Poike, Rano Raraku, Rano Kau, Maunga Terevaka e Maunga Puakatiki. Esiste un legame fra i vulcani e i Moai, visto che la pietra utilizzata per le sculture monolitiche è stata ricavata dalle cave di pietra collocate vicino ai crateri vulcanici, in particolare quella di Rano Raraku. Qui, infatti, giace ancora la più grande delle statue Moai, soprannominata “Il Gigante”, rimasta incompiuta. Il Rano Kau, invece, coincide con l’inizio del parco nazionale di Orongo e sul suo cratere trovano spazio le ginestre. Il Maunga Terevaka si innalza nella zona nord-ovest dell’isola e con i suoi 507 metri rappresenta il punto più alto; si tratta del luogo più suggestivo, dato che dalla cima è possibile vedere l’Isola di Pasqua nella sua interezza, circondata e avvolta dal blu dell’oceano Pacifico.




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