14 settembre 2016
La video-story del 45 giri: come è nato il vinile che ha quasi 70 anni.
Nato negli USA nel 1949, si affermò in Italia a metà degli anni 60.
Il 1° febbraio del 1949, la Columbia Records introdusse per la prima volta negli Stati Uniti il formato in vinile 45 giri di policarbonato, che andò a soppiantare la vecchia gommalacca. Il 45 giri corrispondeva alla velocità di rotazione al minuto del vinile nel suo formato da 7 pollici, supporto che fu utilizzato fino all’avvento del compact disc per la diffusione dei singoli brani musicali. Il formato, che necessitava di una testina di lettura particolare, si diffuse soprattutto grazie ai nuovi modelli di juke box. Stampati generalmente da entrambi i lati, i 45 giri potevano contenere due brani, ciascuno della durata massima di 4 minuti: il brano destinato al lancio radiofonico o televisivo veniva inciso sul lato A, mentre al lato B era riservato di solito un brano cosiddetto “riempitivo”. Il Italia il formato 45 giri si affermò solo negli anni ’50, raggiungendo il massimo di diffusione tra il 1964 e il 1970.