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17 giugno 2014

Le braci: Sándor Márai brucia il tessuto della vita

Un romanzo indimenticabile sulla memoria e il senso della vita. Questo è il segreto de Le braci, il capolavoro dello scrittore ungherese Sándor Márai

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«Una forza che brucia il tessuto della vita come una radiazione maligna, ma al tempo stesso dà calore alla vita e la mantiene in tensione». È questo il segreto condiviso dai due protagonisti del romanzo Le braci dello scrittore ungherese Sándor Márai, pubblicato per la prima volta nel 1942 e uscito in Italia grazie alla casa editrice Adelphi.

La trama del romanzo Le braci

Le braci è prima di tutto la storia di una grande amicizia, quella tra Henrik e Konrad che, inseparabili in gioventù, tornano a incontrarsi dopo quarantun anni in un castello ai piedi dei Carpazi. È qui che i due amici faranno i conti con il loro passato, con tutto ciò che è rimasto in sospeso dall’ultima volta. Coinvolti in quello che sarà un «duello senza spade», un incontro-scontro tra opposti sentimenti e desiderio di rivincita, Henrik e Konrad dimostreranno come le braci della passione che alimentano i loro ricordi siano ancora vive a distanza di anni. Il lungo monologo interiore di Henrik avvolge l’intero romanzo con un ritmo incalzante, costruendo una riflessione sul tempo trascorso e sui desideri incompiuti. Domande senza risposta che a poco a poco si pongono come rivelatorie per l’esistenza dei due. Konrad non interviene, non dialoga con l’amico, ma alla fine tutto sembra chiarito senza nessuna spiegazione da parte sua: dall’amore per Krisztina, che accomuna i due, al mancato omicidio prima della fuga.

Nelle braci della memoria si trova il senso della vita

Sullo sfondo del romanzo si muove l’Europa dei due conflitti mondiali, specchio di un’epoca ormai scomparsa, di cui Henrik e Konrad non sono che superstiti. La grande cultura mitteleuropea, la Vienna di Klimt e Strauss vive nel ricordo a tratti patetico e malinconico dei due amici, aggrappati ancora a una dignità che non ha più motivo di esistere. Il libro di Sándor Márai è un viaggio meraviglioso nei meandri della memoria. È la dimostrazione che il fuoco della passione, trasformatosi col tempo in tiepide braci, può accecare la mente ma insieme disegnare il senso ultimo dell’esistenza, come leggiamo da una citazione del libro: «Non credi anche tu che il significato della vita sia semplicemente la passione che un giorno invade il nostro cuore, la nostra anima e il nostro corpo e che, qualunque cosa accada, continua a bruciare in eterno, fino alla morte? E non credi che non saremo vissuti invano, poiché abbiamo provato questa passione? E a questo punto mi chiedo: la passione è veramente così profonda, così malvagia, così grandiosa, così inumana?».




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