20 gennaio 2016
La colazione più glamour di sempre: le frasi più belle di Audrey Hepburn
"Chi non crede nei miracoli non è realista". Ecco chi era Audrey Hepbourn: figura leggendaria, attrice di successo e donna straordinaria
Icona di stile e attrice di successo Audrey Hepburn è la star indimenticabile di Colazione da Tiffany, una delle poche ad aver vinto i più prestigiosi premi del cinema americano: Tony, Grammy, Golden Globes ed Emmy Awards e naturalmente l’Oscar come miglior attrice protagonista per la sua interpretazione della principessa Anna in Vacanze Romane.
Nata nel 1929 in Belgio da padre inglese e madre olandese, visse un’infanzia complessa, segnata dall’abbandono del padre e dalla guerra: il paesino olandese in cui si era rifugiata con la madre subì la dominazione nazista e la giovane Audrey fu costretta a cambiare nome in Edda van Heemstra (il suo suonava troppo anglofono) ma ebbe il coraggio di esibirsi con la sua compagnia di ballo per le raccolte fondi del movimento di opposizione al regime. Quando l’Olanda fu liberata nel maggio 1945 aveva sedici anni, di quel giorno dirà: “L‘incredibile sensazione di conforto nel ritrovarsi liberi, è una cosa difficile da esprimere a parole. La libertà è qualcosa che si sente nell’aria. Per me, è stato il sentire i soldati parlare inglese, invece che tedesco e l’odore di vero tabacco che veniva dalle loro sigarette”.
L’esperienza della guerra la indebolì fisicamente e la obbligò qualche anno più tardi a rinunciare al sogno di diventare prima ballerina, si dedicò così alla recitazione, il resto è storia. Prima che attrice Audrey era una donna, di quelle con l’iniziale maiuscola: desiderava dedicarsi agli altri perché “la cosa più bella nella vita è poter contare l’uno sull’altra”. Nominata ambasciatrice UNICEF nel 1988, si dedicò fino alla fine dei suoi giorni ai bambini bisognosi compiendo oltre cinquanta viaggi fra Africa, Asia e Sud America: “Mi si è spezzato il cuore. Non posso sopportare l’idea che due milioni di persone stiano morendo di fame… Voglio che la gente sappia che la maggior parte degli esseri umani sta soffrendo”.
E sapeva qualcosa anche in fatto di seduzione: “è qualcosa che viene da dentro, che devi lasciare intravedere piuttosto che mostare… il sex appeal è qualcosa che va oltre le semplici misure. Perché le ragazze felici sono le più carine, e l’eleganza è la sola bellezza che non svanisce”. Non occorre spaventare gli uomini lanciando occhiate, “un battito di ciglia è già abbastanza”.
Audry aveva imparato a vivere, come essere nel mondo e del mondo. Restare in disparte e guardare non faceva per lei perché “niente è impossibile, la parola stessa dice sono possibile”.