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04 marzo 2016

I 7 più incredibili errori giudiziari della storia.

Scambio di persona, testimonianze false e poi ritrattate, affrettata ricerca di un colpevole: gli errori possono essere molti.

Errori giudiziari. Film Nel nome del padre

Negli Stati Uniti è stato istituito da alcuni anni il Registro Nazionale degli Innocenti. Nel sito inerente sono raccolte tutte le persone esonerate che sono riuscite ad ottenere l’annullamento dei loro verdetti di colpevolezza perché ingiustamente condannate.

Questo fa capire quanto sia alto il numero di casi di errori giudiziari, non solo negli Stati uniti, ma anche nel nostro Paese. La percentuale in Italia è di 22.300 persone risarcite dai danni in 22 anni, ma i casi in totale sono molti di più: circa 50.000.

Le storie di errori giudiziari sono davvero tante, di seguito ne raccontiamo 7, alcuni dei più famosi nella storia.

Hurricane Carter
Uscì nel 1999 il film Hurricane- Il grido dell’innocenza ispirato dal caso del giovane Rubin Carter. Rubin fu un pugile tra il 1961 e il 1966, condannato a due ergastoli per triplice omicidio e scarcerato nel 1985. Nella sua biografia si legge di un ragazzo che ha da sempre avuto qualche problema con la legge, scontò infatti 4 anni per rapina e aggressione. Fu in questo periodo che si appassionò alla boxe, fino a diventare uno dei pugili migliori nella categoria pesi medi. Per l’aspetto aggressivo e per le vittorie venne soprannominato Hurricane, uragano. Nel giugno del 1966 ci fu una violenta sparatoria in un bar nel New Jersey dove rimasero uccise 3 persone. Una donna disse poi ai poliziotti di aver visto due uomini di colore scappare dal bar su un’auto bianca. L’auto di Carter corrispondeva alla descrizione fornita dalla donna. Nonostante nessuno dei testimoni riconobbe Carter egli fu arrestato e nella sua auto fu trovata una pistola dello stesso calibro usato per la rapina. Dopo una serie di processi, venne rilasciato anche grazie a un ammiratore che lo aiutò, assieme agli avvocati, a promuovere una petizione alla Corte Federale.

Il caso Spanò
È il titolo del libro di Giuseppe Messina che racconta nei dettagli la storia di Antonino Spanò. Nel 1945 a San Piero Patti, un paesino in Sicilia, viene assassinato l’anziano avvocato Antonio Baratta che abitava a circa un’ora e trenta dal piccolo borgo. L’omicida è un uomo dal volto coperto, assieme a due complici. Il contadino Sebastiano Martelli, che lavorava per Baratta, verrà svegliato quella notte da questi tre uomini, che lo costringeranno a portarli dall’avvocato. Dopo una serie di testimonianze vaghe e senza prove certe viene arrestato il contadino, ex carabiniere,  Antonino Spanò, che aveva in precedenza fatto il guardiano per la tenuta di Baratta. Condannato all’ergastolo passerà 23 anni e 8 mesi in carcere da innocente, fino a ottenere la libertà nel 1969.

Gerry Conlon
I 4 di Guildford, sono chiamati così i 4 ragazzi Gerry ConlonPaul Hill, Carol Richardson e Paddy Armstrong che vennero arrestati da innocenti nel 1974 per l’attentato dell’Ira in un pub di Guildford, dove morirono 5 persone. I ragazzi vennero rilasciati dopo 15 anni, il padre di Gerry, accusato di essere complice, morì in carcere. Nel nome del padre (1993) è il famoso film con Daniel Day-Lewis (in foto, assieme all’attore Pete Postlethwaite che interpreta il padre) ispirato al libro che Conlon scrisse dopo la scarcerazione. Tony Blair scrisse una lettera di pubbliche scuse. Gerry Conlon è morto a 60 anni il giugno di quest’anno.

Enzo Tortora
La famosa vicenda che vide il noto presentatore del programma Portobello vittima di testimonianze false da parte di pentiti mafiosi. Tortora fu arrestato in una camera d’albergo nel 1983 con l’accusa di appartenere all’associazione camorristica Nuova Camorra Organizzata. La vicenda durerà 3 anni, molto di questo tempo Enzo Tortora lo passerà in carcere.

Sacco e Vanzetti
Fu uno dei primi casi in cui l’errore giudiziario portò alla sedia elettrica. Sacco e Vanzetti erano due anarchici italiani, processati e giustiziati sulla sedia elettrica negli Stati Uniti con l’accusa di aver ucciso 2 persone. Nonostante un detenuto confessò di aver commesso gli omicidi, i due anarchici morirono. Dopo 50 anni dalla loro morte venne riconosciuto pubblicamente l’errore.

Daniele Barillà
Imprenditore milanese che venne arrestato nel 1992 per uno scambio di persona. L’auto di Daniele Barillà era la stessa di un trafficante di droga della zona (la polizia quella sera stava inseguendo una banda di trafficanti). La condanna fu di 15 anni, di cui quasi 8 passati in carcere da innocente.

David Randa
23 anni di carcere passati da innocente con l’accusa di aver ucciso il rabbino Chaskel Werzberger in un tentativo di rapina. È stato ritenuto non colpevole, le accuse erano infatti infondate.

 

 




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