26 luglio 2016
I 100 anni del libro di poesie con più lettori al mondo.
Cento anni fa, fra due paesini dell'Illinois, scorreva un piccolo fiume, lo Spoon River...
Cento anni fa, tra due paesini persi tra le rare e dolci colline dell’Illinois centrale, scorreva un piccolo fiume, lo Spoon River. Cento anni fa, in questi due paesini che si chiamano Lewistown e Petersburg viveva Edgard Lee Masters, un poeta destinato a cambiare le sorti della letteratura americana per sempre proprio grazie a un libro intitolato a quel piccolo fiume a lui così familiare.
La celebre Antologia di Spoon River fu infatti pubblicata per la prima volta in America esattamente cento anni fa e poi, con varie e diverse difficoltà a seconda dei tempi e degli spazi, in tantissimi altri paesi del mondo. Tra cui l’Italia, dove i primi a innamorarsene furono Cesare Pavese e Fernanda Pivano che, dovendo aggirare la chiusura culturale italiana degli anni Quaranta, la pubblicarono per Einaudi facendola passare per l’Antologia di un santo, “S. River”.
Oggi tra Petersburg e Lewistown, sulle rive di quel fiume che sarà pur piccolo ma ancora scorre, si celebra una festa: una festa che celebra il 2016 come l’anno del centenario. I due cimiteri adagiati sulle colline hanno infatti custodito per cento anni i racconti, le storie d’amore e quelle di guerra, gli intrighi, le delusioni e i rimpianti dei 244 personaggi di cui Masters scrisse i poetici e malinconici epitaffi e, in tutti questi anni, altri personaggi si sono avvicendati tra le lapidi per rendere loro onore. Altri sognatori, altri viaggiatori, altri personaggi di quell’unica lunga poesia che – come ci ha insegnato proprio l’Antologia di Spoon River – si chiama vita.