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22 gennaio 2018

I 10 “bidoni stranieri” di tutti i tempi della Serie A: li ricordate tutti?

Anche le grandi società hanno preso abbagli clamorosi...

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Tanti calciatori stranieri sono arrivati in Italia con grandi promesse e poi nel giro di breve tempo scartati prima dagli allenatori e poi dalle società stesse. Abbiamo isolato i dieci casi che riteniamo i più clamorosi.

Gabigol
Vista la sua giovane età non abbiamo voluto infierire e non lo abbiamo messo in posizioni più elevate visto che ha ancora tutto il tempo per esplodere. Ma Gabriel Barbosa Almeida era arrivato all’Inter con una roboante presentazione e l’idea che potesse essere un nuovo idolo dei tifosi nerazzurri. Sappiamo tutti come sia in odore di cessione vista il suo utilizzo praticamente nullo.

Ian Rush
Qui la questione è un po’ più delicata. Rush è stata un’autentica leggenda del Liverpool dove segna e vince a ripetizione. Il gallese nel 1987 viene scelto come erede di Michel Platini alla Juventus ma a fine stagione Rush torna al Liverpool dove ricomincia a segnare…

Vampeta
Anno 2000. L’Inter sogna con l’arrivo di Vampeta che i giornali esaltano al punto tale che viene designato come prossimo nuovo idolo dei tifosi nerazzurri al punto tale da mettere in ombra Ronaldo. Dopo una sola presenza si trasferisce al Paris Saint Germain.

Gaizka Mendieta
Come per Rush, sulle doti di Mendieta in patria non avevano dubbi e neppure fuori visto che la Lazio spende la cifra record per quei tempi di 90 milioni con la speranza di rafforzare il suo centrocampo. Dopo soltanto una stagione i biancoazzurri lo devono svendere al Barcellona in cui riesce a ritrovarsi.

Renato Portaluppi
Dal Flamengo alla Roma, alla fine degli anni ’80 Renato Portaluppi si porta la fama di un giocatore fantasioso. Sul campo da gioco però di fantasia se ne vide ben poca…

Mario Jardel
Per la storica promozione in Serie A, l’Ancona decide di affidarsi all’esperto attaccante Mario Jardel capace di segnare grappoli di gol in tutta Europa. Nelle Marche però il giocatore arriva con problemi di depressione e droga che limitano la sua partecipazione al massimo campionato a sole 4 presenze e zero gol.

Saadi Gheddafi
Sui bidoni del Perugia di Gaucci si potrebbe fare una top ten esclusiva. Segnaliamo soltanto uno dei figli dell’ex leader della Libia che giocò con gli umbri soltanto uno scampolo di partita contro la Juve di cui era socio e tifoso per poi essere anche squalificato per doping. L’anno dopo passò all’Udinese dove ugualmente collezionò una sola presenza ed infine passò anche a Genova, sponda Sampdoria, dove non scese mai in campo.

Darko Pancev
In Jugoslavia lo chiamavano il Cobra, in Italia diventa l’obiettivo preferito della Gialappa’s Band che lo definisce il ramarro. 3 gol con la maglia dell’Inter in una stagione e poi una rapida dipartita verso il Fortuna Dusseldorf.

Luther Blisset
Un nome rimasto nell’immaginario collettivo anche perché utilizzato da un noto gruppo di attivisti bolognesi. Al Milan l’attaccante inglese lascia l’indelebile ricordo di clamorosi gol sbagliato nella metà degli anni ’80 ed un ritorno alla madre patria dopo soltanto una stagione.

Hugo Maradona
Non che abbia fatto peggio di altri in classifica ma con quel cognome ad Ascoli negli anni ’80 si sognava una stagione da favola con il fratello di Dieguito, preso dal Napoli e girato ai marchigiani in prestito. Dopo 13 partite e soltanto 3 da titolare troverà maggior fortuna in Giappone successivamente dove ovviamente il livello del calcio è decisamente più basso rispetto a quello di casa nostra.




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