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22 luglio 2016

Il boom dello slow travel: ecco chi sono i nuovi eredi dei globe-trotter.

Si viaggia senza soldi, senza mete, e senza bagagli pesanti.

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E’ un fenomeno ancora di nicchia, che tuttavia sta interessando sempre più persone: non tanto, o non solo, chi dell’aereo ha paura, ma soprattutto quella generazione di viaggiatori cresciuta a suon di ecosostenibilità e anticonsumismo. È cominciata qualche anno fa, un po’ all’interno di una generale smania di lentezza, con una terminologia molto programmatica: lo “slow travel”. Da fenomeno più teorico, è diventato via via un piccolo movimento, fatto di storie ed esperienze realizzate.

I nuovi nomadi del viaggio sono gli eredi dei globe-trotter: viaggiano a piedi, in bici, in treno, per mare. Con qualsiasi mezzo, ma non con l’aereo. Viaggiano senza soldi, senza mete, e senza bagagli pesanti.
Tra le motivazioni di tanti viaggiatori estremi che ho conosciuto ci sono sì la scelta ecosostenibile, la voglia di lentezza, ma anche il bisogno di scegliere e non “farsi scegliere” dall’ultimo last minute.

Niente aerei, dunque, ma largo agli altri mezzi: il bus, luogo ideale per conoscere le culture locali, il treno, amato dagli scrittori, più costoso ma anche più comodo, e poi i passaggi-barca e i cargo. Senza dimenticare il buon vecchio autostop. E ovviamente la bicicletta.




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