Web Analytics Blue Whale Challenge, la "Sfida della Balena Blu" è un pericolo mortale per gli adolescenti. - The Mood Post

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23 maggio 2017

Blue Whale Challenge, la “Sfida della Balena Blu” è un pericolo mortale per gli adolescenti.

Adescare i giovani sul web e spingerli attraverso folli regole all'autolesionismo.

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Attraverso i canali social adolescenti e pre-adolescenti (fin dai 9 anni di età) vengono contattati da personaggi che si definiscono “curatori” (o tutor) di questo Blue Whale Challengela Sfida della Balena Blu, il cui nome prende spunto dallo spiaggiamento delle Balene che le condurrà a morte sicura.

Il loro aggancio, la loro capacità di attrarre l’attenzione delle vittime è basato sul portare i ragazzi a riflettere sull’inutilità della loro vita, minando la loro debole autostima, facendoli sentire dei falliti e proponendo loro una sfida nella quale, per quasi due mesi, attraverso una serie di prove, dovranno dimostrare di essere veramente una balena blu, ossia di essere in grado di arrivare all’unico atto possibile: togliersi la vita.
Solo in Russia questo fenomeno ha già portato alla morte di oltre 150 tra bambini e ragazzi.

Questo gesto ultimo e definitivo, il suicidio , è il risultato di un lungo processo che condiziona progressivamente e negativamente le menti di quelli che cadono in questa trappola.
Progressivamente, perché  viene richiesto di superare prove sempre più difficili, che gradualmente, giorno dopo giorno, minano il rispetto di sé e del proprio corpo: vari atti autolesionistici come tagliarsi, ascoltare musiche proposte dal tutor, alzarsi nel pieno della notte per guardare film a contenuto “horror” o uscire di casa per raggiungere il tetto di edifici molto alti, stare per giorni senza rivolgere la parola a nessuno. Il superamento delle prove deve essere documentato attraverso foto e filmati e condiviso col “tutor” (che definirei più un burattinaio).

La deprivazione del sonno, l’ascolto di musica alienante, l’esposizione a stimoli visivi macabri e spaventosi, hanno l’obiettivo di creare un umore cupo e  un senso di negatività generale (in un ragazzo che magari già presenta elementi depressivi o di disorientamento). Un clima e un umore  che, giorno dopo giorno, confondono la capacità di giudizio dei ragazzi e assorbono totalmente il loro spazio vitale.

Sono tre gli elementi che hanno permesso al Blue Whale Challenge di diffondersi tra i giovani:
Stimolare la Sfida: è proposto come un gioco, come una sfida, tematica questa molto forte per adolescenti e pre-adolescenti: superare prove sempre più complesse, li fa sentire forti, coraggiosi, potenti. Magari perché in altri ambiti si sentono vuoti, apatici, falliti.
Mostrarsi agli altri. E’ collegato al punto precedente, in quanto di questa forza e coraggio vi è una prova filmata, che altri vedranno. Una delle regole è proprio quella di documentare ogni passaggio attraverso la condivisione di foto e video. E, nel prepararsi a compiere un gesto così straordinariamente eclatante, vengono fatti sentire degli eroi.
Isolare. A quanto pare la prima regola di questo macabro gioco è: “non parlarne assolutamente con i tuoi genitori, o a chiunque altro del challenge”, “nascondi le prove”. Chi è stato agganciato si trova da un lato a condividere la sfida con chi già ne fa parte, dall’altro a nascondere a familiari e amici ciò che gli sta accadendo. Questo è un meccanismo da setta, che porta il ragazzo all’isolamento, a limitare la sua capacità di discernimento, a non riuscire più a distinguere ciò che fa per stare bene e ciò che lo fa stare male.

Ma quindi cosa può fare un genitore?
– Monitorare le attività social del figlio. Discorso che vale in generale per tutti i tipi di adescamento/reclutamento che viene fatto attraverso i social network. Monitorare non è controllare: i ragazzi a questa età stanno cercando di capire chi sono e a volte non gradiscono le ingerenze dei genitori. Ma un genitore può mostrare interesse senza “impicciarsi”, dialogare senza giudicare.
– Attenzione a particolari segnali. Questo macabro gioco invita i partecipanti a procurarsi tagli sul corpo, alcuni, estremante specifici che richiamano all’immagine della balena. Il monitoraggio può riguardare questi segni e i comportamenti specifici (svegliarsi di notte, cambiare gusti musicali, isolarsi eccessivamente). Anche se, possibili evoluzioni nelle regole, potrebbero cambiare questi segni tipici.
– Per questo motivo risulta ancora più importante essere presenti a quello accade al mondo emotivo e relazionale dei propri figli. Fare attenzione al loro umore. Se il loro senso di apatia si stabilizza in modo preoccupante.  Dialogare con loro. Cercare sempre di stabilire un clima di fiducia.

Il pezzo che avete letto è tratto dall’intervento del dott. Massimo Vidmar, psicologo e psicoterapeuta, pubblicato su Di-Lei.

 




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