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15 ottobre 2016

Se non vi fate un power nap…non siete trendy!

Dalla Svizzera al Giappone: una moda che si sta diffondendo in molti uffici.

napping-woman

La pratica della siesta affonda le sue radici nell’antichità e il suo nome deriva dall’abitudine dei latini di fermarsi per il riposo alla sesta ora di attività della giornata (sexta hora, da cui deriva anche il nome).
La siesta si è poi diffusa dalla Spagna a tutti i paesi del Sud America  che ne hanno subito l’influenza, così come in molti altre parti del mondo, dall’Italia alla Grecia, dal Nord Africa fino al Bangladesh, dove il riposino pomeridiano prende il nome di bhat-ghum, cioè riposo dopo il riso.

Pensate che il riposino pomeridiano sia ormai solo un lontano ricordo dell’infanzia? Che i ritmi serrati e la vita frenetica non permettano di ritagliarci 30 minuti di riposo a metà giornata?
Vi sbagliate, ma soprattutto siete out, fuori moda, perché oggi, per essere trendy, ci si deve concedere un power nap (letteralmente, un riposo che ridà forza).

Per essere politicamente corretti il power nap deve durare tra i 15 ed i 30 minuti, massima tempistica adatta per espletare il miracoloso effetto promesso. Basta caffè e bibite energetiche, e soprattutto basta sentirsi in colpa: il pisolino non è sinonimo di pigrizia o disinteresse. Numerose ricerche hanno dimostrano che i lavoratori che praticano regolarmente il power nap sono più produttive, rilassate e raggiungono un miglior grado di benessere sia relativamente all’ambiente che alla posizione lavorativa.
In Giappone e in Svizzera, ad esempio, il riposino è ritenuto fondamentale: in molti uffici sono state allestite apposite stanze per i lavoratori, i quali possono sostarvi per rilassarsi.

Quindi, per migliorare le performance, evitare gli sbadigli e soprattutto la temutissima sindrome di burnout (esaurimento da stress lavorativo), non ci resta che…essere trendy!




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