07 settembre 2014
La prima cosa bella, un film sull’inattesa opportunità di ricominciare
Paolo Virzì trova l'equilibrio perfetto con un mix di umorismo e dramma del quotidiano, in uno dei migliori film del cinema italiano
Paolo Virzì è un regista che, nel corso della sua carriera ha cercato più volte di rinnovarsi e affinare il suo stile. Con questo film, La prima cosa bella, ci è di sicuro riuscito, raggiungendo un grandissimo successo sia in Italia che all’estero.
Questo film ha tutto ciò che occorre per essere consacrato il miglior lavoro del regista: ha il tono della commedia ma alla fine è il dramma quotidiano della provincia a essere messo in scena. Ci parla di come non ci sia una via migliore delle altre per elaborare un lutto e guardare avanti, eppure non risparmia allo spettatore scene comiche ed esilaranti.
È un film su una città, Livorno, ritratta con mano sapiente in tutti i suoi angoli nascosti, ma è anche un’opera universale sul legame indissolubile con la propria famiglia d’origine. La faccia più bella del cinema italiano, quello che non ha scordato le regole fondamentali della commedia all’italiana e che sa anche guardare al futuro.
Ne La prima cosa bella c’è tanta malinconia, tanta commozione e nostalgia ma anche un certo ottimismo. Le cose possono sempre aggiustarsi e il bagno rigenerante che Bruno, il protagonista interpretato da Valerio Mastrandrea, fa con la fidanzata rappresenta un tenero tentativo di tuffarsi in avanti.
Ed è certamente il miglior film di Virzì anche per un altro motivo: se da una parte non ha mai rinunciato a un certo sguardo da indagatore politico dei costumi dell’Italia odierna, è con le commedie più disinteressate dall’impegno civile che ha fornito le prove migliori. Con questo film dimostra che, quando si tratta di parlare della nostra vita quotidiana, di quanto siano tragicomiche le vicissitudini umane, è un autore che non ha rivali nel cinema italiano.
Il successo de La prima cosa bella è testimoniato anche dai numerosi riconoscimenti: il film ha ottenuto, infatti, 18 candidature ai David di Donatello 2010, tra cui quelle per il miglior film, il miglior regista e i migliori attori,vincendo tre premi, per la sceneggiatura, l’attrice protagonista (Micaela Ramazzotti) e l’attore protagonista (Valerio Mastandrea).
Ha inoltre ottenuto 10 candidature ai Nastri d’argento 2010, vincendo quattro premi, per il regista del miglior film, la sceneggiatura, l’attrice protagonista (Micaela Ramazzotti e Stefania Sandrelli) e i costumi. È stato, inoltre, scelto dalla commissione dell’ANICA come candidato italiano all’Oscar 2011 per il miglior film straniero.