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04 maggio 2017

Agente Fbi sposa terrorista Isis: la love story che imbarazza gli USA.

Il governo e l'Fbi avevano cercato di insabbiare la storia; ora un'inchiesta della Cnn l'ha resa di pubblico dominio.

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Lei, Daniela Greene, era una traduttrice arruolata dall’Fbi per le sue elevate competenze linguistiche che aveva accesso a documenti riservatissimi e a file top secret. Lui, l’afrotedesco Denis Cuspert, in Germania conosciuto come rapper Deso Dogg e in Siria come Abu Talha al-Almani, in qualità di membro e combattente dell’Isis, doveva essere controllato a vista proprio da lei. Ma l’agente si è innamorata del terrorista Isis al punto da disertare, tradire l’agenzia e sposarlo.
La vicenda, che suscita non poco imbarazzo negli Usa, risale al 2014, ma è emersa solo in queste ore a seguito di un’inchiesta della Cnn.

L’agente segreto Greene aveva campo libero e accesso a documenti segretissimi, e andò veramente oltre i limiti della sua missione, cominciando ad allacciare una relazione virtuale con Denis tramite un account Skype del terrorista sconosciuto all’Fbi.
Il rapporto tra i due andò avanti al punto che Daniela Greene nel 2014, quando ancora era sposata con un soldato americano conosciuto in Germania, decise di mollare tutto e partì per la Siria per unirsi all’uomo e sposarlo, rivelandogli che lavorava per l’Fbi e mettendolo a conoscenza di tutte le indagini che si stavano facendo su di lui.

La relazione però duro poco e la traduttrice capì dopo poche settimane di averla combinata veramente grossa. Sapeva che tornando in patria avrebbe dovuto passare parecchio tempo in carcere. E infatti una volta rientrata negli Usa, è stata arrrestata e ha scontato una condanna di 2 anni che pare piuttosto lieve considerando i reati che le erano stati contestati e che altri cittadini, accusati come lei di alto tradimento per aver collaborato con l’Isis, sono stati condannati a circa 14 anni di carcere.
Dalla scorsa estate è nuovamente libera.

Per l’enorme imbarazzo suscitato dalla vicenda, il governo e l’Fbi hanno cercato di insabbiare la storia, ma ora un’inchiesta della Cnn l’ha resa di pubblico dominio facendo emergere la vulnerabilità dell’agenzia di intelligence.

Oggi Greene lavora come impiegata in un albergo, cerca di tenere una condotta di basso profilo e di rientrare il più possibile nell’anonimato. Alla Cnn ha detto di aver paura di rivelare dettagli della sua storia per non mettere in pericolo la sua famiglia. E così le autorità americane non vogliono rivelare dove si trovi né mostrare la sua faccia.

Cuspert, invece, nel 2015 era stato dato per morto in un attacco americano in Siria, ma nove mesi dopo il dipartimento della Difesa americano ha reso noto che la notizia non era esatta e che l’uomo è sopravvissuto.




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