20 novembre 2017
Tutti pazzi per i Poshtel, l’evoluzione degli ostelli.
Un nuovo emergente stile di alloggio che fonde elementi di boutique hotel ed ostelli.
Ricordate gli ostelli come dormitori da 48 letti, non troppo puliti o profumati, con pochi bagni e docce da condividere? Oggi non è più così, grazie all’evoluzione dei nuovi desideri di come la gente vuole viaggiare e vedere il mondo.
Ed ecco che nascono i Poshtel. Il termine deriva dalla fusione di “posh hotel” (hotel di lusso, chic, elegante) e li si apprezza come un nuovo emergente stile di alloggio che fonde elementi di boutique hotel ed ostelli. In altre parole, i Poshtel sono dei boutique hotel che abbinano lo stile ricercato ad un carattere hi-tech.
I Poshtel stanno attirando un pubblico di giovani sempre più eterogeneo abbracciando un concetto che è fortemente incentrato sul fascino universale di arte e design; non c’è niente del look prodotto in serie e dell’artificialità dei marchi emergenti proposto da molte delle principali catene di hotel.
Nei poshtels non è raro trovare intrattenimenti, come le lezioni di yoga sul tetto, le notti di commedia, lezioni di flamenco e salsa, escursioni a piedi della città, gare di poesia, tutto progettato per coinvolgere gli ospiti, per favorire l’interazione e per ispirare e creare momenti memorabili e condivisibili.
I Poshtels sono inoltre progettati per sfruttare un’economia condivisa — che offre sia camere private (con bagno) e sistemazioni condivise sotto lo stesso tetto. Questo tipo di condivisione dell’alloggio è passata dagli spazi esterni a quelli interiori, e fare ciò, poi, in un ambiente trendy, costruito appositamente, completato con ulteriori elementi freschi, aiuta a elevare ulteriormente l’esperienza e a renderla attrattiva.
I poshtels stanno cercando di combinare bassi costi, alto livello di occupazione e più flussi di reddito per rendere praticabile il nuovo concetto di ospitalità.