29 giugno 2016
Quanti di voi sono stati vittime del cosiddetto “effetto alone”?
I belli vengono davvero considerati anche più intelligenti, sensibili e spiritosi?
Se una persona ha una qualità positiva molto evidente, questa influenza il modo in cui la persona è percepita dal prossimo: è il cosiddetto “effetto alone“.
I belli vengono di regola considerati anche intelligenti, sensibili e spiritosi. Numerose ricerche hanno accertato che in un processo l’imputato viene giudicato in modo più favorevole se è attraente: i belli vengono assolti molto più facilmente e, se condannati, ricevono pene più miti.
Ma l’effetto alone non riguarda solo l’aspetto delle persone. Un gruppo di psicologi realizzò anni fa un esperimento: gli stessi compiti di esame furono scritti in doppia copia e consegnati a due gruppi di esaminatori. La prima copia era in bella grafia, la seconda no. La media dei voti assegnati ai compiti in bella grafia fu molto più alta rispetto a quella dei voti assegnati ai compiti scritti con una grafia poco elegante; il tutto anche se agli esaminatori era stato raccomandato di non tenerne conto e di concentrasi solo sul contenuto degli elaborati.
Un altro esempio? Di recente in Italia una scrittrice si è voluta divertire mettendo in piedi una “burla letteraria”. Si è rivolta a una famosa agenzia letteraria che offre a pagamento la revisione e l’editing di racconti e romanzi. Ha pagato la somma richiesta e ha inviato un racconto che, qualche tempo dopo, le è stato restituito con annotazioni critiche, correzioni e modifiche. Il giudizio complessivo non era favorevole: il testo veniva descritto come acerbo, poco letterario e carente di stile. Peccato che si trattasse d un famoso e celebrato racconto di Dino Buzzati…