16 ottobre 2014
Occupazione a Hong Kong, Umbrella Revolution e il modo differente di manifestare
Hong Kong fa sentire la sua voce alzando simbolicamente gli ombrelli
Si chiama Umbrella Revolution il movimento di protesta scoppiato nella prima settimana di ottobre a Hong Kong: migliaia di persone, per lo più giovani, si sono fermate sulle strade della città proteggendosi dai gas lacrimogeni e dagli spray irritanti con innocenti ombrelli. La polizia di Hong Kong è rimasta a guardare fino al ritiro degli agenti anti-sommossa voluto dal capo del direttivo Leung Chun-ying.
La rivoluzione degli ombrelli è davvero un evento epocale che il governo di Pechino non dovrebbe ignorare proprio per il valore emblematico e non violento. I cittadini di Hong Kong con il movimento Occupy Central hanno espresso il desiderio di vivere in una democrazia e di avere libere elezioni non “pilotate” dal governo cinese nella scelta dei candidati.
La ribellione è nata per iniziativa degli studenti di Scholarism che per primi si sono opposti alla polizia, poi è venuta l’occupazione della città e del quartiere finanziario grazie al coinvolgimento spontaneo di tanti altri cittadini. A questo punto le ritorsioni della polizia sono aumentate con l’uso massiccio di liquido irritante e qui sono stati aperti i simbolici ombrelli.
In questi giorni il governo di Pechino è evasivo e la stampa tace, attribuendo le sommosse a sedicenti terroristi antigovernativi. Per tutto il mondo che sta a guardare l’Umbrella revolution è poetica e potente, perché potrebbe essere una miccia capace di accendere altre “pacifiche mine”.