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20 giugno 2014

Clementino: la iena del rap che conquista le folle

La bella storia di una vera e propria icona nascente

Clementino_EVIDENZA

Ci voleva una voce napoletana al nostro rap. Roma e Milano sono ben rappresentate. La vague hip-hop milanese è arrivata in cima alle classifiche, con i Dogo e i vari spin-off che sono seguiti. E, mentre i Flaminio Maphia escono con Federica, giusto dopo aver remixato “Quale idea” di Pino D’Angiò e averne fatto uno trademark, ecco che, da Napoli, dal cuore vibrante del Sud, arriva, bello fresco, Clementino.

Faccia da bravo ragazzo, cappellino da baseball rivolto all’indietro e niente a che fare con i colleghi settentrionali, aggressivi quasi come 50cent senza averne la statura, forse. Eppure, Clementino si sta facendo notare. Tanta gavetta, fatta dall’età di 14 anni, quando è entrato nel collettivo napoletano . Infatti, non è giovanissimo, visto che è nato nel 1982, ma sta facendo parlare molto bene di sé.

Il vero esordio nel mainstream, Clementino lo ha fatto nel 2013 con il disco “Mea Culpa”. La traccia da cui è tratto il titolo è stata incisa con Meg, storica vocalist dei 99posse anche se il vero capolavoro di questo disco è “O’ Vient”, struggente ballata a metà tra il dialetto e l’italiano di una generazione che si trova senza prospettive a Napoli e nel resto d’Italia.

Eppure, nonostante, i temi di Clementino siano, a volte, cupi (“Vivo o morto che differenza fa?” si chiede Meg in “Mea culpa”), c’è spazio anche per un po’ di sano cazzeggio, come quando duetta con Fabri Fibra, simulando un incontro di freestyle.

Già, il freestyle. Proprio in questa disciplina, cioé, lo scontro tra rapper, Clementino ha mosso i primi passi diventando, nel corso degli anni, il principale esponente di questo movimento a livello nazionale. Da lì, ha registrato i primi albume e ha cominciato a collaborare con Fabri Fibra. Il resto, ormai, è storia. Ed è una bella storia.

Immagini da Wikimedia Commons




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