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28 febbraio 2017

Barista, operaio, lavapiatti: cosa facevano i grandi della letteratura prima di diventare famosi.

Dall'operaio Dickens al tuttofare Kerouac.

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Barista, insegnante, bigliettaio, lavapiatti. Questi sono solo alcuni dei lavori che i grandi della letteratura hanno fatto prima di diventare autori famosi.

Agatha Christie, volontaria in ospedale: quando la Gran Bretagna dichiarò guerra alla Germania nel 1914, la futura Regina del Giallo iniziò a lavorare come volontaria all’ospedale di Torquay, Devon. Per due anni lavorò gratuitamente, poi venne assunta come assistente prendendo uno stipendio annuo di circa 16 sterline. Ma fu proprio durante questo mestiere che la Christie imparò moltissimo su pozioni, veleni, speziali, tutte informazioni che le torneranno molto utili per i suoi romanzi.

Charles Dickens, operaio: prima di diventare il più grande romanziere inglese, Dickens, a soli 12 anni lavorava come operaio in una fabbrica che produceva etichette per scatole che contenevano lucido da scarpe. Guadagnava circa 6 scellini alla settimana.

Fyodor Dostoyevsky , ingegnere: il grande scrittore russo si è sempre sentito un outsider rispetto ai suoi amici student, proprio a causa della sua spiccata propensione per i classici, la letteratura e la scrittura. Putroppo però, i genitori, quando Fyodor aveva appena 15 anni, lo iscrissero alla facoltà di ingegneria militare.

Arthur Conan Doyle, chirurgo: aveva studiato medicina presso l’Università di Edimburgo e per anni si dedicò alla professione, prima sulla baleniera Hope of Peterhead e poi a bordo della SS Mayumba diretta in Africa. Nel 1882, quando tornò in Inghilterssa, Arthur fondò un suo studio medico privato. Fu proprio in questo periodo che, tra un paziente e l’altro, si divertiva anche a scrivere racconti.

James Joyce , operatore di cinema: lascia l’università dove studia medicina e inizia a lavorare come cantante e come pianista, arrotondando lo stipendio facendo anche l’insegnante di inglese. Nel frattempo, cerca di dare sfogo alla sua passione per la scrittura scrivendo brevi racconti, ma non riesce mai a trovare un editore interessato.

Franz Kafka, impiegato: si laurea in Giurisprudenza all’università Chales- Ferdinand di Praga nel 1906. Dopo un anno di lavoro obbligatori non retribuito (ebbene si anche Kafka ha fatto lo stage), nel 1907 si unisce ad un’impresa di assicurazioni che però lascia nove mesi dopo. Poi è entrato in un istituto di infortuni sul lavoro come perito e nel 1911 fonda una fabbrica di amianto.

Jack Kerouac, tutto fare: per chi ha letto i suoi libri, non è difficile immaginare la vita di Kerouac. Prima di diventare un grande scrittore, infatti, ha provato qualsiasi tipo di lavoro: dal lavapiatti, al raccoglitore di cotone fino al benzinaio. Tutte esperienze emerse nei suoi capolavori letterari.

Harper Lee, bigliettaio – abbandona l’Università di Alabama per trasferirsi a New York a 23 anni nella speranza di diventare una grande scrittrice. Ma per pagarsi il soggiorno ha dovuto lavorare come agente di viaggio per la Eastern Airlines e BOAC (il precursore della British Airways).  Nel 1956, il paroliere di Broadway e compositore Michael Brown, che Lee aveva conosciuto attraverso il suo amico d’infanzia Truman Capote, come regalo di Natale le regala uno suo stipendio con un biglietto: “Ora scrivi quello che devi. Un anno dopo pubblica Il buio oltre la siepe.

Herman Melville, banchiere – il primo lavoro di Melville è stato quello in banca nel 1932, seguito da un breve periodo di lavoro come insegnante di inglese a Pittsfield, Massachusetts. Ha poi lasciato tutto per arruolarsi come mozzo su una nave mercantile. Poi entra a far parte degli equipaggi delle numerose altre navi e viaggiò ampiamente attraverso l’Oceano Pacifico, durante i quali è stato coinvolto in un ammutinamento e imprigionato: viveva con una tribù di cannibali nelle isole Marchesi.

JD Salinger , direttore su navi da crociera di lusso – Quando il suo rapporto con la figlia di Eugene O’Neill Oona si ruppe nel 1941, JD Salinger ha preso un lavoro come direttore delle attività a bordo di una nave da crociera di lusso dei Caraibi, la MS Kungsholm. Nello stesso anno, ha scritto un racconto per il New Yorker ma la sua pubblicazione è stata rinviata a causa dell’attacco a Pearl Harbour e Salinger fu arruolato nell’esercito degli Stati Uniti. Un incontro casuale con Ernest Hemingway a Parigi lo ha incoraggiato a continuare a perseguire una carriera nella scrittura, e dopo il servizio militare tornò in America  e iniziò rapidamente a lavorare su un romanzo.




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