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18 febbraio 2017

Balotelli, Messi, Cristiano Ronaldo: come andavano a scuola i campioni del calcio?

La maggior parte di loro ne ha combinate davvero di tutti i colori...

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Come è stato il rapporto con la scuola e gli studi dei grandi top player del mondo del calcio? Sono tanti quelli che hanno avuto un difficile rapporto con la scuola: da chi ha perso un anno, a chi ne ha persi addirittura 6, fino a quelli che hanno avuto davvero tanti problemi da un punto di vista didattico.

Cominciamo con Antonio Cassano, il talento di Bari Vecchia, che lasciava molto a desiderare per quanto riguarda lo studio. “Avevo due in tutte le materie. Un risultato straordinario, ottenuto grazie a un impegno costante. Sono stato bocciato sei volte, tra elementari e medie”. Ma oltre alle sue ottime performance, Cassano pare avesse un rapporto speciale con le professoresse: “Al Carducci c’era la Sarcina. Era veramente bona. A volte non riuscivo proprio a staccarle gli occhi di dosso”.

Quando Mario Balotelli giocava nella Primavera dell’Inter, fu escluso per un periodo dalla rosa per i suoi pessimi risultati a scuola. Ma nonostante tutto, Balo mantenne la promessa fatta ai genitori terminando il suo percorso di studi e ottenendo la maturità in ragioneria con il minimo dei voti, 60 su 100.

E Cristiano Ronaldo? L’attuale Pallone d’oro è sempre stato un pessimo alunno, a scuola saltava continuamente le lezioni, scappava dagli insegnanti e mentiva ai genitori sui brutti voti e sui compiti a casa. Il primo giorno di scuola a Lisbona fu catastrofico per Ronaldo, dopo essere arrivato in ritardo, la professoressa gli chiese di presentarsi alla classe durante l’appello. “Ciao, sono Cristiano Ronaldo e sono di Madeira”, disse con una pronuncia quasi incomprensibile. I compagni iniziarono a prenderlo in giro e perfino la professoressa si mise a ridere. Ronaldo si arrabbiò così tanto che prese la sedia e avvisò la professoressa che gliel’avrebbe tirata in testa se non avesse smesso di ridere. Fu il primo di molti richiami disciplinari per comportamenti violenti o assenze ingiustificate.

Anche Lionel Messi, fantasista del Barcellona, ha avuto un passato davvero difficile. In realtà Messi non amava proprio andare a scuola: la maestra elementare, intervistata quando stava per uscire una delle ultime biografie sul campione argentino disse: “Non studiava tanto, giusto quello che bastava, uno normale, non eccellente “. La mamma di Messi, raccontò che per farlo andare a scuola, dovevano convincerlo ad uscire di casa con un inganno, perché di imparare a lui proprio non interessava, voleva solo giocare a calcio.

 

 




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