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04 dicembre 2014

5 alternative allo zucchero

Come affrontare la necessità o la volontà di limitare l’uso dello zucchero. Anche se non sapete perché dovreste farlo…

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A volte si è alternativi per necessità, altre per partito preso, altre ancora perché è alternativo essere alternativi. Nel caso dell’utilizzo dello zucchero non è esattamente chiaro in quale di questi casi ci si trovi: chi lo considera come un vero e proprio nemico per la salute e quindi assolutamente da evitare, chi ne canta le lodi in maniera sperticata, chi ne stigmatizza la lavorazione che ne degrada la salubrità e chi ricorda che, in fin dei conti, contiene anche elementi nutrizionali che seppur nella giusta misura non sono da trascurare. Quale che sia il motivo per cui sostituirlo, ecco dunque cinque alternative al tradizionale zucchero bianco per dolcificare i cibi. Ma attenzione non sono necessariamente alternative “buone”. Sono semplicemente alternative. D’altronde noi ci occupiamo di mood, mica di gastronomia…

Lo zucchero di canna grezzo: partiamo il surrogato più semplice, quello che vi suggeriranno tutti. Anche perché non è affatto un surrogato ma piuttosto lo zucchero “vero”, quello estratto dalla canna e non raffinato, leggermente umido, scuro e con un gusto più marcato. E’ nutriente e molto meno “invasivo” dello zucchero industriale. Praticamente dall’uso universale.

Il succo d’agave. Siamo partiti dal facile e planiamo sul difficile. Questa pianta è tipica delle zone tropicali ed in particolare del Messico, delle Indie Occidentali e del Sud America. Da essa si estrae la linfa che è un succo assai dolce ma con tassi glicemici inferiori a quelli dello zucchero. Che sia una alternativa valida lo prova il fatto che la pianta è uno degli ingredienti-base della tequila

Il miele. Certo, non bisogna essere Winnie the Pooh per sapere che è un dolcificante con i fiocchi, ricco di saccarosio, glucosio, fruttosio, destrosio e maltosio e pure decisamente buono. Ha però una controindicazione: se cotto il suo sapore si trasforma assumendo un retrogusto amarognolo cosa che non lo rende indicato per la preparazione dei dolci da forno.

La melassa. Considerato in genere un prodotto di scarto dell’estrazione dello zucchero dalla canna o dalla barbabietola, la melassa è in realtà un dolcificante naturale ricco di zuccheri, di sali minerali e di vitamine, specialmente la B. Purtroppo anche la melassa ha una controindicazione: la difficoltà notevole di trovarla sul mercato, dato che non ha praticamente commercializzazione.

I dolcificanti sintetici. Facciamo un tuffo nel passato, quando qualche anno fa tutto ciò che era “sintetico” – dal latte in polvere alla batteria nella musica, dall’aspartame ai tessuti – era in, mentre il naturale era out. Oggi le cose sono cambiate e non mancano studi che associano i dolcificanti non naturali al formarsi di diverse malattie, come il cancro o il morbo di Parkinson. Sono, fortunatamente, passati di moda anche perché non erano esattamente il massimo dal punto di vista organolettico.




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