07 ottobre 2015
10 modi diversi di cucinare la polenta.
Dal Veneto alla Calabria, dalla Valtellina alle Marche.
La polenta non è più il povero piatto a base di mais che sfamò molti anni fa un’Italia povera e contadina. E’ la farina di mais ad aver fatto il salto di qualità: deve provenire dall’antica pianta che genera una sola pannocchia con otto file di chicchi.
The MoodPost ha raccolto per voi 10 modi diversi di cucinare la polenta, con le ricette più gustose da tutta Italia.
TARAGNA. Tipica della Valtellina: l’unione tra farina di mais e di grano saraceno forma una polenta bigia, molto rustica e saporita. I formaggi vengono aggiunti alla fine, prima di ribaltare il paiolo. Da gustare con insaccati e sottaceti.
CONCIA. Detta anche “grassa”, è tipica della Valle d’Aosta. I formaggi di condimento cambiano in base alle zone: fontina e toma in Valle d’Aosta, maccagno nel Biellese, grana nel Piacentino. Si versa dal paiolo nel piatto a mestoli, ma si può anche tagliare a fette nella pirofila.
ALLA CARBONARA. I taglialegna delle Marche preparavano una polenta soda e mentre intiepidiva cuocevano il condimento a base di pancetta, aglio, erbe e vino bianco. La si mangia ancora nelle sagre paesane nelle Marche.
CON OSEI. Esiste in due versioni, salata e dolce. La prima fa parte della tradizione bergamasca, come contorno di quaglie allo spiedo. La seconda è una creazione dolce nata un secolo fa dalla fantasia di un pasticcere: una polenta dolce ricoperta di marzapane giallo, decorato con uccellini di pasta di mandorle.
FRITTA. E’ il cosiddetto “piatto del giorno dopo”. La si trova praticamente in tutta Italia, anche nella versione dolce con zucchero, cannella e crema alla nocciola.
CON LE SEPPIE. Di farina bianca di granoturco, è la vera e unica polenta dei veneziani. Molle o fritta a fette, accompagna le seppie, in umido o con intingolo del loro inchiostro, anche mescolato alla polenta.
PASTIZZADA.E’ un piatto ricchissimo, noto soprattutto in Brianza ma anche in Emilia Romagna. E’ una polenta molto consistente, da passare in teglia e arricchire a strati. Gli ingredienti che si usano di solito sono: funghi porcini secchi, salsiccia, grana e burro abbondante.
CON I FAGIOLI. E’ la minestra popolare veneta a base di polenta e fagioli secchi o freschi, con un soffritto di aglio e olio, rosmarino e salvia, che si unisce alla polenta in cottura.Va tenuta molto morbida e accompagna cibi di sapore forte come cacciagione e maiale.
INCATENATA. Conosciuta in Lunigiana, è una gustosa polenta che unisce il cavolo nero e i fagioli alla farina di mais. Questa varietà di cavolo ha anche importanti proprietà anticancro. Le sue foglie tagliate finemente cuociono con i fagioli e si aggiungono alla polenta in cottura.
FRASCATULA. Di antichissime origini, è la polenta del sud. Si prepara con l’aggiunta di una patata e strutto, oppure con broccoletti e pancetta. In Calabria anche con pomodori verdi sotto sale, fritti in olio d’oliva e profumati con semi di finocchio.
Buon appetito!