17 giugno 2014
Subiaco e i monasteri benedettini
Tra arte, storia e capolavori d'architettura, alle porte di Roma ecco un mondo antico e prezioso da scoprire
Francesco Petrarca lo definì la “soglia del Paradiso”, Papa Pio II Piccolomini “Il nido di rondini” per la sua posizione suggestiva a ridosso della parete rocciosa del monte Taleo. È il monastero di San Benedetto che, insieme a quello di Santa Scolastica, rende Subiaco, comune in provincia di Roma, uno dei borghi più belli d’Italia, meta perfetta per un soggiorno culturale e religioso.
Costruito nell’XI secolo e composto da due chiese e diverse cappelle, il monastero è noto anche come “Sacro Speco”, perché fu edificato intorno alla grotta in cui San Benedetto trascorse i tre anni della sua vita da eremita. Al suo interno i visitatori potranno ammirare, tra le numerose opere d’arte che vi sono collocate, un un trittico in marmo realizzato nel 1657 da Antonio Raggi, allievo di Bernini, e, nella cappella di San Gregorio, l’unico ritratto fatto a San Francesco mentre era ancora in vita, in cui il “poverello di Assisi” viene rappresentato senza aureola e stigmate che il santo ricevette solo nel 1224. Ad ornare le pareti della Cappella della Madonna, infine, una serie di affreschi, raffiguranti episodi della vita della Vergine, realizzati da artisti della scuola senese.
Quattro strutture architettoniche, appartenenti a stili ed epoche diverse, compongono, invece, il monastero di Santa Scolastica, il più antico monastero benedettino che si trova in Italia. Il Chiostro più antico è il Cosmatesco, quello più recente è il Chiostro Rinascimentale, risalente al XVI secolo, all’interno del quale è stata collocata, nel 1994, in occasione del cinquantesimo anniversario del bombardamento del monastero, una statua in bronzo di Santa Scolastica. Da non perdere il caratteristico arco flaboyant che adorna il chiostro tardo gotico, attribuito a maestranze tedesche, e la chiesa Neoclassica risalente alla fine del XVIII secolo, progettata e costruita dall’architetto Giacomo Quarenghi nel 1769.





