19 settembre 2014
Spiriti, le storie più interessanti
Tre storie di presenze misteriose che, da secoli, continuano ad essere raccontate
Ci sono storie che, anche se possono apparire impossibili e frutto della fantasia di chi le racconta, vantano molti testimoni, e nel tempo continuano a tramandarsi, ad essere raccontate e dividere gli scettici da coloro che non hanno dubbi sull’esistenza degli spiriti, che credono che dopo la morte ci sia ancora la possibilità per qualcuno di lasciare un segno della propria presenza. The Mood Post ha raccolto alcune di queste storie.
Il Fantasma del Teatro Adelphi
Questa storia ha inizio a Londra, nel 1897 e ha per protagonista l’attore shakesperiano William Terris. Nel dicembre di quell’anno si apprestava a recitare nel ruolo di protagonista in uno spettacolo che vedeva tra gli attori minori anche un tale Richard Arbor Prince, che, a quanto pare, era molto geloso del suo successo. Tale gelosia portò l’attore ad assassinare Terris all’interno del teatro, e, da quel momento, il suo spirito pare vagare senza trovare pace. È stato visto e avvertito nelle sale e nei camerini dello stesso teatro Adelphi e anche nei tunnel della metropolitana di Convent Garden.
Il fantasma di Grenbier
Nel 1897, il corpo senza vita di una donna di nome Zona viene ritrovato senza vita nella casa di Grenbier, nel West Virginia. Fu detto che la causa della morte era stato un improvviso malore, ma, la madre della ragazza, che aveva preso il cuscino sul quale era stata poggiata la testa di sua figlia dopo la morte, capì che qualcosa non andava: erano presenti alcune macchie di sangue che non andavano via. La madre della ragazza pregava sua figlia di apparire per poterle dire la verità ed una notte il fantasma di Zona si palesò alla madre, raccontandole che, in realtà, suo marito l’aveva strangolata. La donna riuscì ad ottenere la riapertura del caso che portò all’arresto dell’uomo, ritenuto colpevole della morte della donna.
Il fantasma di Athenodorus
A tramandarci questa storia è stato Plinio il Giovane, che in una lettera narra di una casa in Atene dove, ogni notte, si potevano sentire urla e rumori di catene. Molte delle persone che avevano vissuto lì erano cadute in malattia o addirittura morte, per questo ben presto l’abitazione divenne disabitata. Il giovane filosofo Athenodorus decise invece di abitarla ed una notte, all’apparizione del terribile uomo in catene, lo seguì. Questi lo condusse nel giardino antistante e gli indicò un preciso punto, nel quale venne ritrovato il cadavere di un uomo incatenato. Dopo che a questi fu data una degna sepoltura, la casa non fu mai più disturbata da alcuna presenza.