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29 luglio 2014

Pompei: una storia di scavi, meraviglie e incuria

L'antica città sommersa dalla lava, vive ancora e stupisce i turisti provenienti da tutto il mondo

pompei scavi

La città di Pompei ha origini antiche tanto quanto la stessa Roma. Le prime tracce risalgono al VI secolo a.C. ed è nota a tutti per l’eruzione del 79 d.C. che l’ha interamente sommersa di lava, fermando il tempo e la vita per sempre in un manto di pietra che ha condotto fino ai giorni nostri la testimonianza di ciò che avvenne.

I primi scavi ebbero inizio sotto Carlo III di Borbone nel 1748, e quello che venne riportato alla luce costituisce ancora oggi una delle testimonianze più vivide della vita al tempo dei romani, e le rovine meglio conservate. I lavori continuano ancora oggi allo scopo di rinvenire le vecchie rovine e i reperti unici di vite straordinariamente comuni, quanto reali.

Il sito è stato dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’umanità, ma la storia degli scavi presenta numerosi aspetti problematici dovuti soprattutto allo stato di incuria e abbandono che ha portato a crolli e distruzione delle opere da restaurare. I lavori procedono al momento sotto il programma Grande Progetto Pompei, finanziato con 105 milioni dell’Unione Europea, assolutamente interessata a conservare il patrimonio storico e artistico, e sembrano evolversi lentamente in positivo rispetto agli episodi di incuria passati.

Sono 39 i progetti minori in totale, compresi nel “Grande Progetto”, di cui già attivati 10 e in conclusione nei prossimi mesi, mentre 17 sono aggiudicati o in corso di gara o di bando. Sono stati, inoltre, banditi dei progetti per il rafforzamento organizzativo della Soprintendenza e avviato un nuovo piano di sicurezza e uno sulla fruizione. Alla testa del progetto troviamo il generale dei carabinieri Giovanni Nistri (già a capo del Comando per la tutela del Patrimonio Culturale), affiancato dall’archeologo Massimo Osanna.

Qualcosa finalmente si muove, e nella direzione giusta, per ridare lustro a una città non popolata di fantasmi, ma memore di un passato glorioso.




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