29 maggio 2015
Pinacoteca di Brera, le opere note e meno note
Il museo milanese è una perla che la città sembra aver dimenticato
La pinacoteca di Brera è un museo infinito. Per importanza, forse, rivaleggia solo con il Louvre o con gli Uffizi, tanto sono importanti le sue collezioni anche se Milano non sembra esserne del tutto consapevole, come non lo è di molte delle proprie meraviglie più o meno nascoste. Eppure, nelle 37 sale del museo, ci sono capolavori in grado di togliere il fiato.
La storia di questo museo non è antichissima: per quanto Milano sia stata una delle capitali del rinascimento italiano, l’idea della pinacoteca arriva da Vienna: è il 1773 e Maria Teresa d’Austria regala alla città un nuovo spazio culturale. Infatti, secondo il volere dell’Imperatrice, accanto alla nacquero l’accademia, la biblioteca nazionale, l’osservatorio astronomico e l’orto botanico. La pinacoteca nacque come strumento per la formazione degli allievi dell’Accademia e raccoglie dipinti requisiti dagli ordini religiosi dalle truppe napoleoniche.
Dopo più di due secoli, il museo è ancora là. L’impianto attuale è opera del Piermarini, l’architetto della Scala. Il palazzo, in origine, era un convento trecentesco, rimaneggiato nel ‘600. Sulla filologia del nome “Brera”, è meglio informarsi leggendo “La vita agra” agra di Luciano Bianciardi il cui attacco disserta dottamente il passaggio da “Braida” a “Brera”.
I capolavori custoditi dentro la pinacoteca sono tantissimi e raccolgono il meglio della pittura del nord Italia. I grandi sono ben rappresentati. C’è Hayez con il suo “Bacio” e tutto il suo repertorio romantico. Nel 2013, la Pinacoteca organizzò una mostra con alcuni quadri dei suoi magazzini che raccontavano il ‘600 lombardo. Ma, la vera chicca di questo museo, sono le sale dedicate al rinascimento lombardo.
Pesantemente influenzati dagli stilemi toscani, i quadri lombardi rappresentano un approccio al rinascimento inatteso che va oltre gli stereotipi.
Foto: Wikimedia Commons
- Bellini-Pietà di Brera
- Bramante Eraclito e Democrito
- Caravaggio-Cena in Emmaus
- Della Francesca-Pala del Montefeltro
- Foppa-Madonna del tappeto
- Foppa-San Sebastiano
- Gentile, Bellini-San Marco in Alessandria
- Veneto-Donna che suona il liuto








