07 maggio 2015
Orticola festeggia i 20 anni con l’italianità del giardino.
La Mostra Mercato si tiene come tradizione a Milano, dall'8 al 10 maggio 2015.
La mostra botanica Orticola, giunge alla XX Edizione nell’anno di Milano Expo 2015, e si racconta con l’italianità del giardino: le rose ibridate italiane, con una nuova rosa dedicata esclusiva, le piante commestibili nazionali, gli ingressi verdi, la fontana trasformata al centro di un progetto artistico in omaggio alla città, e un “fuori & dentro Orticola” a favore dei Giardini Pubblici. Si svolgerà venerdì 8, sabato 9 e domenica 10 maggio 2015 a Milano, ai Giardini Indro Montanelli di via Palestro, come nella tradizione.
– Mostra botanica: “Orticola per la rosa italiana”
Una selezione di rose ottenute da creatori pluripremiati come Davide della Libera e Marc Alberici, Barni e Cazzaniga. Gli ibridi saranno anche ospitati negli stand di alcuni vivaisti, quali Novaspina e La Campanella, ricordando anche Cavina e senza dimenticare Barni che mostra al pubblico le sue ultime 13 rose premiate a Monza negli passati 20 anni.
A queste esposizioni sono affiancati i corsi dedicati a questo fiore, corsi tenuti da esperti del Roseto di Monza, presente con una sua postazione, in collaborazione con la Scuola Agraria del Parco di Monza e l’Associazione Italiana della Rosa.
– La rosa Francesca Marzotto Caotorta
I 20 anni di Orticola Mostra Mercato di fiori e piante, si festeggiano con un’esclusiva: per la prima volta, si ammira, “la rosa Francesca Marzotto Caotorta”, realizzata dal Roseto Barni. E’ una rosa a cespuglio, estremamente forte e rifiorente, dall’originale colore arancio brillante, associato a una forma classico-antica.
– Mostra botanica: “I Giardini da Mangiare”
Piante cosmestibili italiane proposte nel contesto di allestimenti realizzati da coppie di vivaisti, a volte con l’aiuto di giovani paesaggisti, per scoprire o riscoprire le preziose proprietà di piante molto conosciute come le aromatiche, o non associate direttamente al cibo come le ornamentali o le spontanee, come gli Iris, che crescono nei prati e nei campi dove nessuno le coltiva, ma che sono validi ingredienti nella preparazione di frittate, risotti, zuppe, salse e ripieni.
– Ingressi Verdi
a. Portali di design botanico.
Un progetto di allestimento curato dall’architetto Marco Bay, con le piante del vivaio di Enrico e Giorgio Cappellini.
E’ una tradizione antica che rinasce e si rinnova, celebrata in modo spettacolare dalla riapertura – dopo il lungo restauro – del bellissimo Palazzo Dugnani, per accogliere gli ospiti e i visitatori della mostra.
Al riparo dal rumore della via, l’ingresso offre spazio alla fantasticheria. Il portico settecentesco della Milano barocca, sfarzoso ma intimo, ci porta verso un magico mondo esotico: una collezione di palme giganti dialoga con le colonne, dalle volte penderanno dei “palloni” di spargina piumosa.
b. Il frutteto fantastico
In piazza Cavour, i visitatori sono accolti da bellissimi alberi del Vivaio dei Molini che offrono “frutti simbolici del lavoro” contenuti in piccoli vasi dì vetro sospesi, e rappresentativi di ogni vivaista presente per questa edizione, accanto ai Bossi dì Munari, le rose dì Mondo Rose e i grandi contenitori dì vetro di All’origine che completano l’allestimento curato dalla paesaggista Silvia Ghirelli.
c. Bamboo Bamboo
Anna Scaravella realizza grazie allo storico Vivaio Fratelli Ingegnoli l’ingresso di via Palestro, con piante del vivaio Centro Bambù Italia di Federico Eberts. Un’installazione realizzata con una collezione di bambù che, con aiuole dalla forma sinuosa creano un piccolo bosco esotico. Una quinta verde composta da bambù selezionati per genere, specie, varietà e dimensioni, così da creare un dinamico paesaggio verde urbano.
d. Il Portale Blu
Entrando da Palazzo Dugnani lo sguardo è rivolto immediatamente all’installazione artistico-ambientale, sospesa sulla fontana, che Lucio Micheletti, milanese, insieme alla Quercus Biasi Fondation, dedica alla città.
L’artista e architetto, già noto per le sue opere esposte alla Biennale di Venezia e in occasione di Art Basel Miami, realizza una cornice blu, come il colore del cielo e quello dell’acqua, un colore sicuramente presente in natura, ma in parte discosto dalla linea cromatica della Mostra-Mercato per creare un effetto ottico di affascinante e sensibile impatto, con visione della storia da un lato e del futuro dall’altro.