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06 luglio 2014

Marc Chagall: il pittore che ha ispirato “Volare”

La storia del "blu" del pittore russo che ha ispirato la più famosa canzone di Modugno

modugno

“Volare… oh oh… cantare… oh oh oh oh… nel blu, dipinto di blu, felice di stare lassù” Al Festival di Sanremo del 1958 Domenico Modugno e Johnny Dorelli cantano questo indimenticabile ritornello che ha conquistato il mondo: negli Stati Uniti la “canzone dell’anno” è stata prima in classifica per 5 settimane (l’unica volta per una canzone italiana); in totale ha venduto più di 22 milioni di copie al mondo. Nel 1958 la canzone vinse due Grammy come Canzone dell’anno e come Disco dell’anno.

Ma Nel blu dipinto di blu (chiamata da tutti subito Volare) da dove è nata? Oltre alle fantastica voce di Mimmo Modugno, le parole di Franco Migliacci resteranno per sempre tra le più famose della musica italiana. Modugno sosteneva che l’idea del ritornello gli era venuta una mattina osservando con la moglie il cielo azzurro dalla finestra, mentre Migliacci invece affermava che l’idea era sua, nata grazie al quadro Le coq rouge la nuit di Marc Chagall. Negli anni i due raccontarono altre versioni: un incubo notturno, un’idea improvvisa… Ma forse quelle riproduzioni dei quadri di Marc Chagall appese alle pareti di casa Migliacci qualcosa avevano risvegliato nella mente del paroliere italiano. In Le coq rouge dans la nuit, dove, sopra il gallo, si vede un omino giallo sospeso nell’aria, nell’altro, intitolato Le peintre et la modèle, il pittore ha la faccia dipinta di blu.

Il testo infatti descrive benissimo lo spirito onirico di Marc Chagall: “incominciavo a volare nel cielo infinito”. Oppure: “una musica dolce suonava soltanto per me”, “la tua voce è una musica dolce che suona per me” o ancora “mentre il mondo pian piano spariva laggiù”. A quel Festival del 1958 Modugno fece un gesto eclatante e assolutamente nuovo per gli standard italiani: aprì improvvisamente le braccia come se spiccasse il volo. Il volo, come quello degli innamorati di Chagall, come altri personaggi dell’artista ebreo, che volano su tutti i limiti del mondo, liberi, pieni di poesia e della stessa leggerezza della canzone italiana. Nelle sue braccia allargate viveva il sogno: “nel blu dipinto di blu, felice di stare lassù. E volavo…”.




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