13 luglio 2014
Lubiana, viaggio nella capitale verde d’Europa
La piccola capitale slovena ospita uno straordinario mix di storia e cultura
Lubiana è stata nominata dalla Commissione europea Città verde del 2016. La capitale della Slovenia, infatti, ha pianificato una buona parte del suo sviluppo urbanistico futuro in chiave ecosostenibile, sforzo che si è concretizzato nel piano Vision 2025 che ha permesso al Lubiana di vincere l’ambito premio per il 2016.
Lubiana è un caso molto particolare, dentro la cornice del dissolvimento della Jugoslavia: uscita pacificamente dall’autorità di Belgrado, dal 1991 è uno Stato indipendente e, grazie alla posizione, incassata tra Austria e Italia, questa piccola comunità mitteleuropea è riuscita ad ottenere anche un certo grado di benessere, propiziato anche dalla pacifica indipendenza di Lubiana, a partire dagli anni ’90.
Comunque, la capitale è un vero gioiello del centro Europa. Piccola, cono soli 274mila abitanti, la capitale slovena ha comunque molto da offrire al turista che capitasse da quelle parti. Lubiana, infatti, è ricca in termini di storia e cultura.
Sarebbe fin troppo facile parlare degli scavi romani, visto che Lubiana è stata colonizzata, con un piccolo accampamento proprio dai Romani e sarebbe fin troppo semplice raccontare la storia della città, dandole la chiave della graduale (quanto irreversibile) separazione dalla diocesi di Gorizia. Eppure, nascosta tra le pieghe di questa storia millenaria, è nato un vero capolavoro dell’arte barocca.
La cattedrale barocca, progettata da un pool di architetti italiani, tra i quali spicca Andrea Pozzo, architetto gesuita che ha disegnato la basilica. Non potendo seguire i lavori, la fabbrica è stata adattata da chi la gestiva operativamente. Infatti, la sommità dei campanili non era prevista dal Pozzo, ma fu aggiunta dal comasco Giulio Quaglio il giovane che decorò anche la volta, affrescandola.
Il resto della città è squisitamente nello stile della secessione viennese. Infatti, dopo un terremoto che la distrusse parzialmente sul finire del XIX Secolo. Dopo il terremoto, la città fiorì di nuovo, dotandosi anche di una moderna rete elettrica, diventando anche il gioiello mitteleuropeo che tutti, oggi apprezziamo.




