Web Analytics Il cinema di Sofia Coppola, o delle suggestioni emotive - The Mood Post

Per migliorare la tua esperienza utilizziamo i cookie. Continuando a utilizzare questo sito, accetti di utilizzare i cookie su The MoodPost. Cookie Policy.X

04 agosto 2014

Il cinema di Sofia Coppola, o delle suggestioni emotive

La regista, figlia d'arte, che ha incantato il mondo con le sue pellicole non convenzionali. Focus principale: esplorare la gamma dei sentimenti umani

Sofia Coppola

Negli ultimi quindici anni Sofia Coppola è diventata una dei più singolari registi americani, perfezionando l’arte cinematografica della ricerca e dell’ossessione per la passività emotiva. Nei suoi cinque film ha ricreato evocativi mondi di languide interruzioni: nel 1999 con  Il giardino delle vergini suicide ha indagato le dinamiche di un piccolo paese di periferia in Michigan e la sua reazione a una serie di inspiegabili suicidi di giovani ragazze.

Quattro anni dopo in Lost in Translation si è focalizzata sulle maree emotive di una giovane donna che vaga per Tokyo senza alcun proposito, nella solitudine, analizzando l’alienazione e la noia di vivere sullo sfondo di una città super tecnologica.

In Marie Antoinette ha esplorato la vita di una giovane donna il cui destino è travolto dagli eventi della storia, ma il personaggio è pensato come un’eroina dell’era del Pop: “Una ragazzina di 14 anni che piomba in un mondo sconosciuto, nel regno delle regole, dei comportamenti, dell’etichetta. Dapprima li sopporta, poi si ingegna a evitarli, infine li infrange. Un po’ come le liceali dei nostri tempi. Ecco, mi seduceva questo elemento di modernità, al di fuori dei cliché, al di fuori di quello che intorno alla sua figura si è andato costruendo in due secoli di storiografia”, ha dichiarato ai tabloid la regista.

Nel 2010 Somewhere è un’ode allo Chateau Marmont, il leggendario hotel di Los Angeles dove venne trovato morto John Belushi e dove Tarantino girò un episodio del film Four Rooms. La regista indaga qui il dramma di un attore che perde il contatto con la realtà a causa dello stallo lavorativo in cui precipita. Solo il rapporto con la figlia lo obbligherà a confrontarsi con il mondo esterno.

Lo scorso anno con The bling ring ha desiderato denunciare l’ossessione per la celebrità dei teenager odierni attraverso le vicende, realmente accadute, di una banda di ragazzini benestanti che ha rapinato le ville di alcuni attori hollywoodiani.

Nata in una famiglia dell'”aristocrazia hollywoodiana”, è figlia di Francis Ford Coppola, regista de Il padrino e Apocalypse now, sorella del regista Roman Coppola e cugina di Nicolas Cage, Robert Carmine e Jason Schwartzman.

Sofia Coppola è stata la prima donna americana ad aver vinto l’Oscar per la migliore sceneggiatura originale con Lost in translation e il Leone d’Oro a Venezia per Somewhere.

Poco tempo fa ha rivelato il suo nuovo progetto: una rielaborazione de La sirenetta di Andersen.




Commenti

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *