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17 febbraio 2016

Cena al museo: arte e cibo nei migliori ristoranti del mondo.

Da Roma a Parigi, da Amsterdam a New York.

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La mattina si passeggia tra quadri e opere d’arte, a pranzo ci si siede in un ristorante dove i capolavori sono nel piatto. La giornata perfetta per chi adora l’arte ma anche l’ottimo cibo e il buon cibo.

Sono molti i musei che vantano, all’interno, locali e caffé davvero spettacolari, dove oltre al palato si delizia anche la vista.
Ecco, dall’Italia agli Stati Uniti, i 10 risto-musei più affascinanti.

MIRADOR DEL PALAU (BARCELLONA) – Prima si visita il Palau de la Musica Catalana, emblema del modernismo catalano realizzato da Lluís Domènech i Montaner. Poi ci si siede per guastare piatti della cucina mediterranea nel ristorante del museo, tra sedie multicolor e un’incantevole vetrata con vista.
Il Palau de la Musica di Barcellona è la sede dell’Orfeó Català, la società corale della Catalogna. Riconosciuto Patrimonio mondiale dell’Umanità dall’Unesco, è anche sede di concerti, ma per la ricchezza dei suoi interni assomiglia a un museo. Aperto ai turisti tutto l’anno, è famoso per l’auditorium ma anche per le sculture e le vetrate multicolor.

RISTORANTE IDAM (DOHA) – E’ il primo ristorante di Alain Ducasse in Medioriente e si trova all’interno del Museo d’Arte Islamica a Doha, in Qatar. Nel menu piatti della cucina mediterranea rivisitati in chiave orientale, da assaporare in una sala black&white progettata dall’archistar Philippe Starck.
Progettato dall’architetto cino-americano Ieoh Ming Pei, il Museo d’Arte Islamica di Doha, in Qatar, vuole mostrare le connessioni tra l’aspetto culturale e quello economico-intellettuale del mondo arabo. Significativa la collezione esposta, fatta di reperti che vanno dal VII al XIX secolo.

RISTORANTE MUSEU DA FARMACIA (LISBONA) – Si mangiano i petiscos, simili alle tapas, insieme a crocchette di anatra, involtini di melanzane con formaggio di capra e torte al cioccolato con panna. Un pranzo tutt’altro che da malato in un locale, all’interno dell’omonimo museo, dove tutto ricorda il mondo delle farmacie. La chicca? I condimenti serviti all’interno di una cassetta del pronto soccorso.
Sarcofagi egizi, ceramiche romane, vasi toscani e statuette del Congo. Nel Museo della Farmacia di Lisbona, poco noto ai turisti, ci sono gli oggetti più disparati del mondo della medicina. All’interno addirittura sono state ricostruite farmacie che risalgono al periodo compreso tra il XV e il XIX secolo.

RISTORANTE RIJCKS (AMSTERDAM) – Se visitate il Rijcksmuseum di Amsterdam non scordatevi di pranzare nel ristorante all’interno. L’interior design è stato ideato da Paul Linse, famoso per aver curato anche gli interni della rinnovata stazione centrale di Rotterdam. Nel menu, piatti con ingredienti a km zero al motto di “Con RIJKS è come avere il Rijksmuseum nel proprio piatto”
E’ tra i musei più importanti al mondo visto che possiede la più grande collezione d’arte del periodo d’oro dell’arte fiamminga. Rinnovato nel 2003, vanta tra i capolavori la “Ronda di Notte” di Rembrandt.

MONSIEUR BLEU (PARIGI) – Prima si visita il Palais de Tokyo, poi ci si ferma nell’ala ovest per una pausa gourmand da fare invidia. L’atmosfera? Una brasserie molto chic, dove il minimalismo si combina con dettagli lussuosi e il palato viene deliziato mentre si ammira la Tour Eiffel dalla finestra.
Il Palais de Tokyo si trova di fronte alla Tour Eiffel ed è famoso per gli imponenti colonnati. L’ala orientale ospita il Museo d’Arte Moderna della città di Parigi, quella occidentale un centro d’arte contemporanea. 

RISTORANTE M. WELLS DINETTE (NEW YORK) – Sembra di sedersi sui banchi di scuola (un omaggio all’utilizzo originario dell’edificio) in questo grazioso ristorante all’interno del MoMA PS1, un distaccamento dell’omonimo museo della Grande Mela. Irriverenti i piatti nel menu, tra cui il sandwich con bottarga.
Il MoMa PS1 si trova a Long Island, nel Queens ed è affiliato al MoMa di Manhattan. Dedicato all’arte contemporanea, è allestito in una vecchia scuola e valorizza spesso gli artisti newyorchesi emergenti.

RISTORANTE GEORGES (PARIGI) (nella foto)– Il Centre Pompidou è tra le prime dieci attrazioni da visitare nella Ville Lumière. Sale in cima alla lista, però, quando si scoprono le bontà servite nel ristorante all’interno. Nel menu fois gras e ravioli ai funghi con crema di tartufo, tempura di gamberi e aragoste.
Nato per volontà del presidente Georges Pompidou, il Centre Pompidou di Parigi è interamente dedicato all’arte moderna e contemporanea. Riconoscibile dall’esterno per i grandi tubi  di differenti colori, è stato realizzato dall’archistar Renzo Piano e all’interno ospita oltre 70mila opere.

OPEN COLONNA (ROMA) – La location è spettacolare: il ristorante si trova nel roof garden del Palazzo delle Esposizioni. Sedie, tavoli e pareti total white in un’atmosfera che sa di essenziale. A stupire i commensali ci sono i piatti dello chef Antonello Colonna, definito da molti critici l’”ottavo re di Roma”.
Inaugurato nel 1883, il Palazzo delle Esposizioni ha ospitato mostre dedicate a grandi artisti e fotografi come Robert Doisneau, David LaChapelle ed Helmut Newton. All’interno ci sono anche una sala cinema da 139 posti, un auditorium e un ristorante per 240 persone.

CAFFE’ STORICO (NEW YORK) – Il nome italiano non tradisce: questo grazioso ristorante si trova nella Grande Mela, all’interno del palazzo della New-York Historical Society. Cibo italiano da gustare in un’atmosfera vittoriana, con la sensazione di essere in una sala a metà tra un mausoleo e una dispensa di un maggiordomo.
Se siete nei pressi di Central Park, a New York, non scordatevi di farvi un salto: un museo-biblioteca dedicato alla storia della Grande Mela. Inaugurato nel 1804, è il più antico museo della città.

GATHER BY D’AMICO (MINNEAPOLIS) – Contemporaneo il museo (si tratta del Walker Art Center), contemporanea la cucina proposta nel ristorante. Uno spettacolo per il palato ma anche per la vista: si mangia nell’edificio a forma di cubo progettato nel 2005 dagli architetti Herzog & De Meuron.
Aperto nel 1927, è un centro di arte contemporanea tra i più famosi degli Stati Uniti. All’interno ci sono opere di Picasso, Henry Moore e Alberto Giacometti.




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