23 gennaio 2017
La cabina telefonica diventa una biblioteca: dal Regno Unito alla Svizzera.
A Lugano in 15 postazioni chiunque può lasciare o prendere un libro.
Dove un tempo si entrava per telefonare, adesso ci si va per lasciare o prendere un libro: la migliore tradizione del bookcrossing. Nel Svizzera che parla italiano sono già 15 le vecchie cabine del telefono che hanno riacquistato una nuova dignità: se ne trovano sia nella parte più vicina al confine italiano (ad esempio a Castel San Pietro) sia in quella più limitrofa a Lugano.
Libri lasciati finora in cantina o sugli scaffali impolverati possono in questo modo rivivere: è soprattutto un modo solidale per diffondere e scambiare sapere e cultura. Ma tutto ciò serve anche a riconvertire delle strutture destinate al degrado o alla dismissione. Nel 2018 infatti decade in Svizzera l’obbligo per ogni comune di dotarsi di una cabina del telefono e le vecchie strutture in molte località del Ticino saranno rimosse: così a molti è parsa una buona idea riconvertire questi luoghi (un po’ come sta accadendo in molte parti del mondo, soprattutto nel Regno Unito) in siti di scambi letterari, dove vigono regole applicate al bookcrossing da cabina.
Si prende un libro per volta e quando si è terminato di leggerlo lo si riporta. Le buone maniere vogliono che quando si preleva un volume se ne depositi in cabina uno che abbiamo portato da casa, anche se questo non è obbligatorio.
Nelle bibliocabine del Canton Ticino capita a volte di imbattersi in libri che contengono un commento, la provenienza e persino l’angolo della casa dove era stato dimenticato prima di essere rimesso al mondo.