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24 agosto 2014

Bosa, borgo di ceramiche e Carnevale

Bosa, Sardegna, è una città da scoprire per gli eventi stagionali e l'arte manifatturiera

Bosa

Bosa, centro della Planargia, è l’unica cittadina della Sardegna edificata accanto all’estuario di un fiume, navigabile con piccole imbarcazioni. Nella zona balneare della città si è sviluppata anche una piccola frazione, Bosa Marina, in cui si trova anche un porto che include quella che una volta era l’Isola Rossa, vicino alla foce del fiume, ora attaccata alla terra ferma grazie a un bastione carrabile.

Il borgo antico è arroccato sulle pendici del colle Serravalle, in cima al quale si trova un castello costruito tra il XII e il XIII secolo dalla famiglia toscana Malaspina. Oltre che per le bellezze architettoniche e naturali questo borgo è da visitare anche e soprattutto per un evento stagionale che lo caratterizza: il Carnevale Bosano. È diverso da tutti gli altri carnevali folcloristici della provincia di Nuoro perché è molto satirico e ironico.

Il giorno più importante del periodo carnevalesco a Bosa è senza dubbio il Martedì Grasso. Di prima mattina, come vuole la tradizione, si inizia con s’attittiddu, ovvero un lamento funebre: schiere di maschere vestite a lutto, con in mano una bambola girano per la città chiedendo ai passanti “uni tikkirighèddu” e latte, cioè un po’ di latte per il bambino, che rappresenta il carnevale appena nato e già morente di fame. Dal pomeriggio e per tutta la notte, la popolazione, questa volta vestita di bianco, si mette alla ricerca con lumi e lanterne di Giolzi.

Bosa ha un’altra particolarità: vengono prodotte ceramiche, dalle formelle in cui vengono rappresentati i classici decori dell’artigianato sardo e che possono essere appese sia all’interno che all’esterno delle abitazioni, alle ceramiche raku che riportano le forme di piccoli animali, oppure di donne vestite con i tipici abiti sardi.




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