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11 dicembre 2014

Le più belle colonne sonore del cinema

Cinque colonne sonore per cinque grandi film. Una scelta soggettiva e parziale. Qual è la vostra classifica?

Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany

Diffidate dalle classifiche. Sono soggettive, imprecise, intrinsecamente incomplete, spesso ingiuste e sempre parziali. E allora, direte voi, perché farne una? Semplice, perché è un esercizio piacevole e divertente. Ed ognuno, inoltre, può fare tranquillamente la sua senza tema di essere smentito. Anzi, forse è proprio questo che affrontiamo l’argomento: indurvi a perdere un po’ di tempo nella vostra giornata – un vero servizio utile! – e a svagarvi facendo la vostra classifica. Di cosa? Beh, delle migliori cinque colonne sonore della storia del cinema. Semplice no? Che ci vuole…

Colazione da Tiffany – Henry Mancini. Fra la produzione di quello che può considerarsi uno dei più grandi e versatili musicisti del secolo scorso, scomparso nel 1994 e vincitore di quattro premi Oscar e 20 Grammy Awards cui ha avuto un totale record di 72 nomination, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Musiche rimaste nella storia del cinema come The Pink Panther, Day of Wines and Roses, Romeo and Juliet o Victor Victoria. Ma noi scegliamo la prima, forse la più struggente: Colazione da Tiffany e, soprattutto, l’indimenticabile Moon River. Un film magico del 1961 e una musica che ha contribuito a formare quel vero e proprio mito che era Audrey Hepburn.

Per un pugno di dollari – Ennio Moricone. Se c’è un autore che contende a Mancini la palma del più grande ideatore di colonne sonore della storia, questi è Ennio Moricone. Una vera e propria icona del genio italiano nel mondo. Anche qui, la scelta è ampia ed imbarazzante. Alcune musiche sono leggendarie: C’era una volta in America, Mission, Gli Intoccabili, Bugsy e il “dimenticato” ma fantastico Il mio nome è nessuno. Se dobbiamo sceglierne una, ancora una volta optiamo per la prima: Per un pugno di dollari, 1965.

Il Padrino/The Godfather – Nino Rota. Altro mostro sacro e altro grandissimo artista iatliano, Nino Rota ebbe una sterminata produzione musicale che, anche in questo caso, lascia la necessità di una decisione “impossibile”. Fra La Strada ed Amarcord ed il suo lungo sodalizio con Federico Fellini, fra Assassinio sul Nilo ed il Gattopardo, scegliamo Il Padrino, non a caso Premio Oscar 1976.

Star Wars – John WIlliams. Il più premiato composer vivente: John Williams è un vero mito della musica americana, autore prediletto di tutti i più grandi maestri hollywodiani dagli anni ’70 in avanti. Recordman di nomination all’Oscar, addirittura 47 dal 1968 al 2014, ha vinto 5 volte la preziosa statuetta. Qualche titolo. Lo squalo, Superman, I predatori dell’Arca Perduta, E.T., Schindler’s List, Il Patriota e, l’ultimo, Storia di una ladra di Libri. Cosa scegliamo? Fra tutte Star Wars, Oscar 1978, e questo per pure ragioni “di cuore”…

Mission Impossible – Adam Clayton e Larry Mullen. Cinque sole scelte sono poche. Ingiuste. Mi tocca escludere Vangelis e Momenti di Gloria, Nicola Piovani di La Vita è Bella o una delle produzioni del novello Henry Mancini Hans Zimmer. Ma per amore per gli U2 e per la mia età – che non vi dico – scelgo Mission Impossible, del duo Adam Clayton-Larry Mullen, anno 1996.




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