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26 gennaio 2016

Il tubino nero, la sua storia ed evoluzione da Mademoiselle Chanel a oggi

Capo passepartout per eccellenza, adatto ovunque e in qualsiasi occasione, non deve mai mancare nel guardaroba femminile.

Audrey Hepburn in colazione da TIffany

È elegante, mai inopportuno, il tubino nero è il capo passepartout per eccellenza, adatto ad ogni occasione e da portare sempre dietro, ovunque si vada. Ogni volta che non sappiamo cosa indossare, il classico tubino rappresenta la soluzione ottimale: è un capo perfetto per essere sobrie e al contempo eleganti, senza mai eccedere. Nessuna scusa: il tubino è e deve essere presente nel guardaroba di ogni donna che si rispetti.

Originariamente veniva indossato solo nei periodi di lutto. Fu Coco Chanel a renderlo un capo pret-à-porter. Nero e attillato, è apparso per la prima volta nel 1926 su Vogue America che lo paragonò, per semplicità e diffusione, alla Ford T.

Il tubino piace a tutti e mette d’accordo uomini e donne, signore e signorine. La linea semplice ed elegante gli ha permesso di imporsi anche durante la Grande Depressione, periodo in cui non si poteva osare. Veniva indossato senza limitazioni e con disinvoltura da donne comuni e dive. Anche se è solo nel 1961 che divenne una vera e propria icona internazionale: come dimenticare quello indossato da Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany che nel 2006 venne battuto all’asta per 467.000 sterline?

Dalla metà degli anni ’60 in poi verrà spesso trascurato in favore di abiti casual dai tagli maschili. Sono gli anni delle contestazioni e dei movimenti femministi e le donne rinnegano la loro femminilità. Negli anni ’80 torna alla ribalta: le business women adottano il tubino come divisa da lavoro e Donna Karan, direttore creativo di Anne Klein, ne fa il capo di punta delle sue collezioni.

Da allora, ogni stagione ha avuto il suo tubino, tanto da essere diventato il capo preferito di attrici del calibro di Angelina Jolie, che non lo abbandona mai neppure sui red carpet.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




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