Web Analytics Perché tenere un diario è anche un atto curativo e riparativo. - The Mood Post

Per migliorare la tua esperienza utilizziamo i cookie. Continuando a utilizzare questo sito, accetti di utilizzare i cookie su The MoodPost. Cookie Policy.X

12 maggio 2016

Perché tenere un diario è anche un atto curativo e riparativo.

E bisogna insegnarlo anche ai bambini, fin da quando iniziano a leggere e scrivere.

learn

Da Anna Frank a Bridget Jones. Anche a molti di noi piace tenere un diario che poi un giorno, chissà, potrebbe sfociare in un best seller!
Instaurare e mantenere l’abitudine di scrivere e descrivere a fine giornata le proprie esperienze, le lezioni imparate, le proprie emozioni è un’attività chiave per guardare dentro noi stessi. Ma ci vuole volontà e costanza.
Vi è mai capitato di avere un’idea grandiosa, un’intuizione, e dimenticarvene il giorno dopo? Accade spesso; per questo bisogna tenere un diario, o comunque di appuntarsi ovunque capiti tutto quello che viene in mente, che colpisca o che si pensi possa servire…
All’inizio non si scrivo mai nulla sullo smartphone o sul pc…ma le idee, i pensieri vengono “buttati giù” a penna, non importa dove, anche sugli scontrini della spesa che trovate in tasca; l’importante è farlo di getto, senza pensare, cancellare o correggere: il pensiero grezzo è sempre il migliore!

C’è chi pensa che esistano regole precise per tenere un diario: niente di più sbagliato. Il diario non ha argomenti definiti, non funge da “strizzacervelli cartaceo” (anche se Freud sosteneva che “la scrittura è una modalità per sublimare le proprie nevrosi, raccontare e raccontarsi. È un atto curativo e riparativo”).
Serve solo per ricordare che c’è stato un tempo in cui si era felici, e lo si sa perché lo abbiamo scritto sul diario; un tempo in cui si era infelici, e te lo dicono queste pagine. Il tempo di un amore appena nato, di un litigio, di una delusione, di risate senza sosta. Tutto questo non andrà perso, perché si è fermato su queste pagine, scritte velocemente o con calma, la sera o la mattina, piangendo o sorridendo.
Così, mesi o anni dopo, potrà capitarci di rileggere una bella pagina piena di felicità, o di nostalgia; potrà capitarci una pagina di struggimenti per qualcosa che allora sembrava un problema, e magari lo era, e che oggi è totalmente passato. Ci scapperà da ridere, magari, e derideremo i noi stessi di allora. In tutti i casi, qualcosa della nostra storia rimarrà per sempre.

Quindi, se da un lato non possiamo fare a meno di cliccare su “scatta” con il nostro smartphone di ultima generazione, dall’altro non dimentichiamo mai l’importanza di carta e penna, (o se proprio insistete…vi concediamo una tastiera!). E insegnamolo anche ai bambini, fin da quando iniziano a leggere e scrivere: la scrittura aiuta l’elaborazione delle emozioni, e, in un certo senso, la caratterizzazione della personalità. E, cosa importantissima, costruisce la nostra storia che, non ci stancheremo mai di ripeterlo, non va “sciolta e condivisa” solo sui social network…!




Commenti

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *