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20 giugno 2014

Il Giardino dei semplici, il museo delle piante

La meraviglia di uno tra gli orti botanici più antichi d'Italia

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Tutto quello che è nel centro di Firenze e si trova a nord di Piazza San Marco, estremo limite del quadrilatero romano, è destinato, senza discussioni, a cadere in un cono d’ombra. Vale per il casino di caccia dei medici, fino a poco tempo fa sede della Corte d’Appello, vale per il Giardino dei Semplici.

Già, il Giardino dei Semplici. Secondo i documenti storici, questo è il terzo orto botanico più antico del mondo e, come ogni angolo di Firenze, affonda le sue radici nel Medioevo. Infatti, i “semplici” erano piante medicamentose che venivano coltivate un po’ ovunque, nelle città. L’orto botanico fiorentino si incastra in questa tradizione, anche se fa un passo ulteriore.

Il passo ulteriore sta nel fatto che, mentre l’architettura rettangolare ricorda gli orti delle piante officinali, le piante sono un compendio di rarità botaniche. A onor del vero, non è stato sempre così. Nei primi decenni, questo istituto, infatti, non era all’altezza del concorrente pisano o del vicino orto botanico di Santa Maria Novella. Eppure, la passione di chi lo ha curato lo ha portato ad essere un punto di riferimento scientifico e non solo.

Ora, fa parte del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze che, a pochi metri, ha il suo rettorato. Oggi, il giardino beneficia del lavoro cominciato nel 1713, con la fondazione della società biologica italiana, che ha cominciato a fare del giardino il punto di riferimento che è oggi. Questo lavoro, iniziato da Pier Antonio Micheli, è ancora vivo, grazie al Taxus Baccata da lui piantato nel lontano 1720.

Oggi ospita circa 9000 esemplari di 75 specie diverse provenienti da tutti i continenti. Ospita anche delle rare e pregevoli serre in muratura. Ma, soprattutto, è un presidio della scienza, a due passi dai luoghi dove è nato il meglio della nostra cultrura.

Foto: Wikimedia Commons




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