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20 giugno 2014

Bomba atomica: storia di un pericolo dimenticato

Dopo la tragedia di Hiroshima e Nagasaki, un attacco nucleare oggi sembra lontano. Eppure Corea del Nord e Iran fanno preoccupare

Test bomba atomica

È il 6 agosto 1945, sono le 8:16 del mattino, siamo in Giappone, nella città di Hiroshima. Improvvisamente un fungo gigante riempie il cielo. Tre giorni dopo, lo stesso copione si ripete, a Nagasaki. Sono le due bombe atomiche che l’esercito degli Stati Uniti sgancia sul Giappone per spingere il popolo nipponico alla resa nella Seconda guerra mondiale. Uno degli eventi più tragici della storia mondiale che ha provocato tra le 100 e le 200.000 vittime, quasi tutte civili. Da allora la potenza nucleare è vista come una delle tecniche belliche più pericolose a disposizione degli Stati.
Ma come ha inizio la storia della bomba atomica?

Tutto comincia nel 1939 quando Albert Einstein scrive una lettera al presidente Roosevelt informandolo della possibilità di costruire un nuovo tipo di bomba basato sulla fissione nucleare. Insieme a Einstein, Enrico Fermi e altri scienziati di fama mondiale parteciparono agli studi e alle ricerche. Il governo degli Stati Uniti decise di dare il via al programma nucleare denominato “Progetto Manhattan” con a capo Robert Oppenheimer. Lo scopo era prepararsi a un eventuale minaccia nucleare da parte della Germania nazista. Ma già dal 1944, grazie ad alcuni documenti caduti in mano alleata, era chiaro che il ritardo tedesco negli studi sulla bomba.
Eppure il “Progetto Manhattan” non si fermò. Gli scienziati coinvolti iniziarono ad avere delle riserve sulla sua utilità e quando gli americani decisero di sganciare la bomba sul Giappone, i fisici manifestarono tutte le loro preoccupazioni: secondo loro la bomba doveva essere usata solo in mancanza di aternative.

Da allora più volte la bomba atomica è stata usata come minaccia dagli Stati. Attualmente sono soprattutto Corea del Nord e Iran a preoccupare, l’arsenale che dicono di possedere e il loro eventuale utilizzo. Eppure, in un mondo altamente tecnologico come il nostro, a distanza di tanti anni da Hiroshima e Nagasaki, la prospettiva di un attacco atomico fa meno paura di prima. Quasi come se ci si fosse dimenticati di quanto possa essere pericoloso.

Credits: BiblioArchives / LibraryArchives, x ray delta one, Marion Doss, Xiquinhosilva




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