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26 ottobre 2014

Se ti cade in testa, la felicità fa male!

E' dura come una pietra preziosa, e schivarla è quasi impossibile...

Diamond comet

Chi di noi non ha mai provato la sensazione di essere sul bordo di un precipizio e non sapere cosa fare? Un momento in cui abbiamo pensato che più di così la vita non poteva darci, e però ci sembrava troppo poco?
E’ proprio in questi momenti che arrivano i regali più inaspettati.

Eccovi con un esempio. Un giorno, senza nessuna ricorrenza particolare, riceviamo un regalo davvero inaspettato, un oggetto curioso, sfizioso, ma in quel momento non necessario.
“Un regalo non si butta mai”, pensiamo; mettiamo l’oggetto su un mobile e ce ne dimentichiamo.
Dopo qualche giorno la nostra vita cambia: ci sentiamo sorprendentemente bene, sereni, proviamo una gioia quasi perfetta e il nostro cuore ricomincia a battere, ad avere voglia di vita. In una parola, ci sentiamo rinati e ringiovaniti di colpo.
Questo nostro stato d’animo dura fino al giorno in cui urtiamo involontariamente il mobile e l’oggetto cade a terra rovinandosi parzialmente; al momento non diamo molta importanza all’accaduto: lo raccogliamo e valutiamo che anche così può continuare a fungere da soprammobile.
Da quel giorno però tutto torna inspiegabilmente come prima di aver ricevuto in dono quell’oggetto. E non capiamo. Non riusciamo a mettere a fuoco che quell’oggetto ci era stato vicino più di quanto credessimo, anche in silenzio, confortandoci e regalandoci alcuni dei momenti più felici e indelebili della nostra vita.
Adesso, anche se non ce ne rendiamo conto, ci manca clamorosamente quell’appiglio.

Vorrete ora sapere quale oggetto poteva avere un influsso così positivo. Non c’è una risposta, non è importante: ognuno può immaginarsi gli oggetti più disparati, più strani…perché la felicità si può presentare sotto le forme più diverse. E’ inaspettata e non è quasi mai per sempre (nel nostro breve aneddoto non sappiamo quanto sia durata…), non c’è tutti i giorni, per cui bisogna riconoscerla e, quando si presenta, farla entrare.
La felicità ci “spacca” infatti la vita in due: il prima e il dopo, purtroppo senza che ci sia dato conoscerne in anticipo la durata. Per cui, quando “ci cade in testa” all’improvviso, può anche far male, perché è come una pietra preziosa: lucente sì, ma anche dura! Dobbiamo riconoscerla, tenerla ancorata a noi il più possibile e conservarla con cura, perchè un difetto, uno solo, ce l’ha: dopo che l’abbiamo vissuta…ci sentiamo peggio di prima che bussasse alla porta. (Per la paura del dopo, vi confesso che io indosso quasi sempre un casco antinfortunistica!)

Tornando quindi al “nostro” precipizio iniziale, io dico che tra il fare un passo indietro e il lasciarsi andare, fra l’equilibrio e la follia, scegliamo sempre di lasciarci andare, perché se anche sembra che ci manchi la terra sotto i piedi, quello sarà solo il momento giusto per imparare a volare.

firma_danilo_TheSnarky

 




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