28 settembre 2016
E se potessimo invitare a cena l’altra nostra vita, quella che abbiamo “scartato”?
Perché tutti si sono trovati una volta nella vita davanti alle "sliding doors"...
Nel film Sliding Doors una giovane Gwyneth Paltrow, complice uno scontro fortuito con una bambina, perde il treno della metropolitana per la chiusura improvvisa delle porte scorrevoli, le sliding doors appunto, e ripiega su un taxi. Da lì tutto cambia; è proprio la casualità a dare una svolta alla sua vita. Il film lascia un sapore dolceamaro e quasi una lezione di vita: e’ meglio che il destino faccia il suo corso, senza porsi troppe domande.
Io credo che nella realtà siamo quasi sempre noi gli artefici del nostro destino. Siamo da sempre scettici riguardo al fato: ci dobbiamo convivere ma non ci fidiamo troppo.
Ad un certo punto del “cammin di nostra vita” sicuramente a tutti scatta la curiosità , come accade anche nel film, di poter seguire da vicino la vita cui abbiamo rinunciato, magari per scoprire se abbiamo scelto bene, se l’istinto ci è stato amico.
La vita che abbiamo “scartato” infatti non ci abbandona mai del tutto, ma cammina parallelamente a quella reale: si scrutano a distanza, vorrebbero parlarsi, a volte addirittura scambiarsi i ruoli.
Pensate se potessimo un giorno invitare a cena l’altra nostra vita, quella che in un certo senso abbiamo “sconfitto”, di misura, mai nettamente, per parlare e raccontarsi il passato ma anche il futuro, con l’idea e il desiderio, alquanto bizzarri, di scambiarsi i ruoli anche solo per una settimana.
Visto che questo non è possibile, e visto che giocare sull’eterno interrogativo dei “ma” e dei “se” non serve a nulla, l’unica cosa che forse si può fare e’ osservare le persone che, secondo noi, hanno la stessa vita che abbiamo scartato, e ce sono sicuramente più di quante pensiamo, magari fra i nostri conoscenti o fra i colleghi di lavoro. Solo da qui potrebbe venire la conferma o meno di aver azzeccato le nostre scelte.
Certo, tutto questo non fa altro che complicarci ancora di più la vita…ma come conviviamo ogni giorno con un mood diverso, con stati d’animo che non riusciamo a governare, così dobbiamo convivere con l’idea che saremo sempre un tutt’uno, l’insieme di quello che siamo e di quello che saremmo stati. Perché la nostra storia sarà sempre una e una sola, completa di quello che abbiamo scelto e di quello cui abbiamo rinunciato.
