07 giugno 2015
Le regole del corteggiamento dell’Ottocento sono valide ancora oggi?
Purtroppo pare proprio di no, ma giudicate voi...
Il corteggiamento è probabilmente la fase più intensa ed eccitante dell’amore, anche se ha il “piccolo” inconveniente che può sfociare in un clamoroso rifiuto della controparte… Ma vale comunque la pena rischiare.
Con l’evolversi dei costumi, della tecnologia, e dei ruoli sociali di uomo e donna, sembra però che nel XXI secolo il Romanticismo dell’Ottocento non sia più in voga, purtroppo…
Vi propongo 5 esempi…e vi sfido a darmi torto!
1. Il momento giusto. Se nell’Ottocento il momento giusto era facilmente identificabile (praticamente le donne passavano la giornata “sotto corteggiamento” o in attesa dello stesso), adesso è un po’ più complicato. Quali sono l’attimo o la circostanza giusti? La sera dopo cena? No, magari è stanca e nervosa dopo una giornata in ufficio e potrebbe darti una risposta che stenderebbe anche Cupido. La mattina presto, per augurarle una buona giornata? Non ci pensate nemmeno: la mattina si sente brutta e pessimo diventa anche il suo carattere. Durante il fine settimana, per farle capire che la pensate sempre? Neanche per sogno: nel weekend, fra cene, amici, mare o montagna…è ancora più impegnata!
2. La tenacia. L’eterno dilemma fra il non insistere troppo e neanche scoraggiarsi subito può diventare insormontabile…Tutto sta nell’indovinare il confine preciso, la giusta misura. Certo, inondarla di messaggi di ogni tipo non va mai bene. Ma se non le scriviamo, poi ci dice che non la pensiamo abbastanza…il nostro dilemma è praticamente irrisolvibile. Tra l’altro, cosa non da poco, c’è anche la questione della non-risposta (cosa assolutamente bandita nell’Ottocento, dove vigevano cortesia e gentilezza): dovrete interpretare da soli se equivale a un rifiuto o solo a una sorta di pre-tattica…
3. La conquista. Noi uomini, per lo meno quelli talmente romantici che potrebbero tranquillamente vivere ancora nell’Ottocento (e io sono uno di quelli!) non abbiamo mai fretta: amiamo la fase del corteggiamento, della conquista. Se non poi scoprire con amarezza che la fretta ce l’hanno invece le donne, soprattutto quelle che cercano solo un “donatore sano per scopi riproduttivi”, chiunque esso sia…
4. La gelosia. Mentre nell’Ottocento la gelosia era molto apprezzata, ora il terreno è diventato minatissimo…Se siete troppo gelosi, passate per invadenti, accerchiatori e indiscreti…; se non fate domande, e la lasciate libera come una farfalla, allora scatta la rappresaglia e passate per quello che se ne frega totalmente di chi è lei, di cosa fa, cosa pensa, dove va e chi frequenta.
5. I baci. La regola ferrea nell’Ottocento era non concederli a tutti: sono così d’accordo che anche oggi io sarei addirittura per “chiedere” prima di baciare. Un amico che mi ha raccontato che una volta, a una donna di cui era follemente innamorato, all’improvviso una sera, nel bel mezzo di un’animata discussione, ha chiesto quasi a bruciapelo: “Possiamo limonare?” E’ tuttora un mio mito…
Insomma, avrete capito che io sono un fan accanito dell’epoca del Romanticismo, ma ho anche realizzato che purtroppo sono completamente out o, se volete, troppo vintage per competere in questa arena dell’amore moderno.
