12 aprile 2015
Perché l’abito…fa sempre il monaco!
Quando il primo appuntamento può trasformarsi in un incubo.
Capita sia agli uomini che alle donne, di conoscere una persona ad un evento di lavoro, rivederla poi successivamente in tutt’altro contesto, e pensare di aver preso un clamoroso abbaglio (no, è impossibile, non è lei, non è la stessa persona!).
E per gli uomini può diventare un vero e proprio trauma.
L’avete conosciuta ad un evento culturale (presentazione di un libro, inaugurazione di una mostra o di una galleria d’arte,…); qualcuno vi presenta, bevete una cosa insieme, chiacchierate e, incautamente, le chiedete di rivedervi e riuscite a strapparle un appuntamento per una sera. Niente di culturale, però…semplicemente un aperitivo e una cena.
Il giorno dell’appuntamento cominciate a pensare a come vestirvi (camicia e giacca oppure sneakers e girocollo blu?), e che ristorante scegliere per la cena (moderno e di design, osteria radical chic nel centro storico, oppure trattoria fuori città?).
Arrivate puntuali, e dopo qualche minuto arriva anche lei, in taxi. Scende dalla parte opposta della strada e si avvia al semaforo per attraversare e raggiungervi; la squadrate da lontano e già avete le prime avvisaglie del “chi me l’ha fatto fare”… ma non potete certo scappare a gambe levate nella prima via laterale…e quindi vi mettete il cuore in pace in vista della serata che sta per iniziare, che dentro di voi avete appena definito “difficile”…
Mentre viene verso di voi, sorridente, in pochi secondi vi siete già risposti mentalmente a domande del tipo:
– c’era proprio bisogno di andare dal parrucchiere e conciarsi così?
– va bene che è venerdì sera, la settimana lavorativa e il relativo abbigliamento sono alle spalle, ma un’alternativa a quei jeans aderenti che starebbero bene probabilmente solo a Belen Rodriguez?
– e quella maglia con scollo vertiginoso, che già a 100 metri di distanza giudicate davvero un po’ troppo…(e che poi, da vicino, scoprirete essere anche leggermente infeltrita) è la cosa migliore che ha trovato nell’armadio?
Ormai è quasi davanti a voi, e parte nella vostra testa la seconda raffica di domande con risposte già incorporate:
– gioielli classici e normali non esistono più? Adesso vanno di moda queste specie di totem indiani in miniatura appesi al collo…? (il vocabolo “etnico” mi fa rabbrividire…per qualsiasi cosa, dai gioielli ai mobili…)
– c’è per caso un bar qui dietro specializzato in tisane o infusi fortissimi e profumatissimi, oppure è il suo profumo? Sì…è il suo profumo…deve guadagnare parecchio, pensate, se usa una confezione intera ogni volta che esce con un qualcuno…!
Dopo i convenevoli vi incamminate insieme verso il locale scelto e mentre chiacchierate vi cade lo sguardo in basso. No, non è possibile…perché? Perché? Siamo in una grande città, piena di negozi di ogni tipo …dimmi che non è vero, pensate, ma lo sguardo vi cade ancora verso il basso: sì, non vi eravate sbagliati…evidentemente stasera il fato ha voluto che anche l’industria calzaturiera fosse contro di voi: sono proprio le scarpe che non sopportate, quelle di una marca famosa con una H gigantesca stampata ai lati…
La serata e’ appena iniziata, e l’idea della fuga è già stata accantonata; per non peggiorare la situazione decidete di evitare alcuni temi specifici per paura delle possibili risposte: “sì, leggo parecchio anch’io, proprio ieri ho finito un manuale di auto motivazione che mi ha cambiato la vita…” oppure “l’unica cosa cui non potrei mai rinunciare è un’ora di palestra tutti i giorni…”
Forse era meglio stare a casa e farsi una delle peggiori maratone televisive possibili: Chi l’ha visto più Porta a Porta…
