18 gennaio 2015
Le parentesi? Artigli che graffiano il cuore…
Impariamo solo a riconoscerle e a superarle.
Vi ricordate le parentesi graffe? Le abbiamo conosciute alle scuole elementari ma poi, diventati grandi, chi di noi le ha più usate? A differenza di quelle tonde e quadre (senza dimenticare che ne esistono di altri tipi, pressoché sconosciute e dai nomi curiosi… come le angolate o le uncinate), le graffe sono le più aggressive: la loro origine, in lingua tedesca, significa “artigli”. E a cosa servono comunemente gli artigli? Principalmente ad aggredire e a difendersi.
Ecco, io credo che la vita sia piena di parentesi graffe, le più imponenti, gli artigli, quelle che contengono qualcosa o qualcuno di importante, quelle che comunemente chiamiamo“parentesi di vita”, di cui tutti abbiamo accennato almeno una volta agli amici: “quella è stata proprio una brutta parentesi…”, oppure “anche se si è chiusa, è stata una delle parentesi più felici della mia vita”.
E come si comportano questi “artigli”? Interrompono la vita, infilandosi silenziosamente, come le bolle d’aria che si formano attaccando l’adesivo antigraffio sullo smartphone (!), perchè contengono fatti o persone che, volontariamente o no, non riusciamo ad inserire nel nostro normale percorso di vita.
Le parentesi di vita sono per lo più non volute, non cercate: si vivono infatti periodi, lunghi o brevi che siano, che sappiamo già che finiranno perché, proprio come le parentesi letterarie o matematiche, hanno un inizio e una fine. Ciò nonostante lasciano sempre segni profondi, quasi indelebili, proprio perché esulano dal nostro iter quotidiano; ma non possiamo evitarle, non possiamo scappare, e allora le viviamo quasi come fossimo un’altra persona, come se portassimo avanti, per un certo periodo, una vita parallela.
Le parentesi di vita ci fanno sempre cambiare un po’, ci lasciano ricordi, segni sul viso, negli occhi e nel cuore, soprattutto se vi rimaniamo intrappolati: un giorno potremmo infatti imbatterci in una parentesi che si è chiusa all’improvviso. Magari non pensavamo fosse una parentesi, ma ormai è chiusa e non ci possiamo più rientrare, siamo fuori.
L’invito è però a non evitarle, anzi, perché sono sempre nuove, mai banali e mai ripetitive. E anche se a volte sono artigli che ti graffiano il cuore per sempre, a loro modo sono anche sagge… perché ci insegnano sempre qualcosa. Lasciamole sempre “entrare” e, nel bene e nel male, impariamo solo a riconoscerle e a superarle.
